— Fra mezz'ora saremo di ritorno.

Il farmacista, mentre noi ci muovevamo per uscire, ribatteva dolcemente gli sportelli, esclamando:

— Ah, bellissima! chi l'ha imaginata è un genio! la gialappa usata come artiglieria nelle guerre d'amore! Sono invenzioni che non vengono che dall'America. Se non la mando ai giornali faccio una malattia!

***

Caminammo silenziosamente. Essendo la luna piena, un guardiano del gaz correva di fanale in fanale a spegnere. Nessun altro nella via.

Infine io non potei a meno di esporre questo pensiero che mi si veniva formando invincibilmente nell'animo:

— Noi due, io benchè credente o quasi, voi benchè positivista, determinista o come più vi piace chiamarvi, ci accordiamo però in una cosa suprema: combattere la violenza fra uomo ed uomo. Ebbene, eccoci qui nel caso di invocare la riparazione di una violenza con un'altra violenza, e quel che è peggio, noi dobbiamo convenire che se quell'infelice d'un uomo avesse avuto solo l'opinione di prepotente e violento, quella gente là un tale scherno non lo avrebbero nemmeno imaginato, non che fatto. Dunque? Dunque la villania e la violenza sono una virtù. Uno può coscientemente affaticarsi a spegnere in sè gli istinti secolari della violenza per poi accorgersi un bel giorno che in certi casi quel difetto sarebbe la più invocata delle virtù. Ora la mia ragione mi dice: prendi un'arma e uccidi! ma sento che la mia mano, non abituata alla violenza, si rifiuterebbe a simile atto. Quale confessione penosa e umiliante!

Il dottore mi lasciò parlare a mio agio finchè giungemmo al palazzo dove abitava il marchese. Egli era ospite di una casa patrizia della città, e abitava al piano terreno. Battendo col bastone sulle persiane giungemmo dopo replicati tentativi a farci aprire una finestra.

Apparve un cameriere.

— La marchesa è tornata a casa? — domandò per prima cosa il dottore.