— Siamo alle solite? — fece il dottore di mal animo — Smettetela.

E benchè per il dottore il bene ed il male avessero valore nuovo, questa volta pareva che egli sentisse l'azione vile di mister Douglas nel modo medesimo che l'avrebbe potuta considerare uno spiritualista, un credente nell'anima e nel libero arbitrio di scegliere il bene ed il male: contraddizione comica in cui cadono sovente molti filosofi materialisti.

Ma sapendo che nulla offende gli uomini di ingegno come il porre in raffronto e il coglierli sul fatto della loro contraddizione, così mi tacqui sul cominciato proposito e chiesi in quella vece:

— Lo scopo, amico, di un'azione simile.

— Lo scopo? Ma è semplicissimo — interloquì il farmacista —: un'orgia da disgradare le cene di Nerone che ho lette nel Quo Vadis.

Noi due tacemmo: il medesimo pensiero si era già formato nella nostra mente.

— Lui — proseguiva trionfante il farmacista — si permette la libertà di stare sempre alle costole di lei, sempre legato alle magnifiche colonne delle sue gambe. Credete che ciò faccia piacere a tutti? No! e loro lo hanno mandato a letto col mal di pancia. Uno stratagemma permesso nel codice d'amore.

La facezia del giovanotto rimase senza risposta.

— Comunque sia, ciò non ne riguarda che molto mediocremente — concluse il dottore —; fra poco quando si sveglia gli darà del cognac. Noi bisognerà che andiamo a bussare a casa sua: il disgraziato non può mica uscir di qui in camicia!

L'orologio segnava le tre del mattino.