La sera di quel giorno si sparse la notizia che il marchese Clodio e mister Douglas si sarebbero battuti alla pistola: noi veramente lo sapemmo prima degli altri perchè due signori, rappresentanti del marchese Clodio, vennero a richiedere l'amico dell'opera sua come medico: ma egli si rifiutò decisamente, sdegnosamente dicendo: — Per un uomo in quelle condizioni fisiche e morali battersi a duello vuol dire suicidarsi. No! Piuttosto una cosa: Date un mio consiglio al marchese: carichi la rivoltella e quando incontra l'americano gliela scarichi contro. Il consiglio gliel'ho dato io.

***

Ma fu vano consiglio.

Il duello ebbe luogo la mattina seguente e il marchese Clodio ebbe la fortuna di cavarsela con una spalla fracassata da un colpo di pistola.

Fu per espressa volontà del marchese che il dottore ed io venimmo chiamati al letto del ferito.

V'era la marchesa.

Trovandoci per la prima volta al cospetto di lei, io, ed il dottore pure, fummo presi da turbamento. Arrossivamo per lei.

Ella era impassibile. Parlò della ferita, della cura dei bimbi, di tutto fuor che un accenno alla causa di quella ferita. Pareva che si fosse trattato di un'altra persona.

A qualunque ora del giorno e della notte noi ci fossimo recati a visitare l'infermo, la marchesa era immobile, calma, al capezzale.

Ora, la febbre altissima richiedendo una sorveglianza notturna, disse il dottore: