***

Questo piccolo incidente di cronaca studentesca sarebbe passato del tutto inavvertito da Leo, se gli amici non glielo avessero detto:

— Va là che ha scelto proprio bene, quel clericale in mala fede, quel famulo del Santo Uffizio, quell'ignobile referendario della Sacrestia! Evidentemente l'amore fa delle combinazioni chimiche non contemplate in alcun testo — si accontentò di chiosare Leo. Perchè Torri, l'amante di Regina, passava per clericale.

Del resto cotesto Torri era bel giovane, alto, molto fine, molto elegante, occhi splendidi: godeva inoltre reputazione di gran serietà fra gli studenti di filologia. Quanto al clericale le cose dovevano essere andate così: povero in canna anche lui, Torri, senza appoggi e invece con buone dose di ambizione e di voglie, si era buttato con chi gli era capitato prima. Gli erano capitate prima delle buone lezioni private in alcune famiglie dell'aristocrazia nera, e lui diventò clericale e godeva di alcuna notorietà come critico d'arte in un giornale cattolico.

Già; o nero, o rosso, o verde, un giovane intelligente bisogna che lo scelga un partito, come una ragazza bella è bene che si decida fra i suoi corteggiatori.

Se no, questa rischia di restar zitella, e quegli non metterà da parte altro capitale che la propria indipendenza: capitale assolutamente infruttifero anzi passivo, non quotato presso alcuna Borsa! Prima, dunque, si sceglie quello che capita e dopo si muta, se torna o se piace.

E proprio Leo non ci pensò più a Regina: se non che, nel corso dei mesi, gli capitò due o tre volte di leggere nei giornali che l'esimia studentessa, Regina, avrebbe tenuto una conferenza sulla Donna cattolica, un'altra volta Contro il divorzio o qual cosa di simile. Leo rideva: «La signorina libera pensatrice, divenuta fervente cattolica sotto l'influsso della stella di Venere!» Proprio vero: la fisiologia della donna non ha altro commentatore sicuro che Eros.

Se non che, dopo più tempo ancora, se la vide proprio faccia a faccia in un tavolino della sala riservata della Biblioteca.

***

In quel tempo Leo attraversava una di quelle meravigliose crisi dopo le quali il giovane, lasciate le spoglie antiche, appare ad un tratto uomo alle genti. Un'ebrezza di sapere gli innondava, più che il cervello, il cuore. Egli avanzava, egli sospingeva la nave verso l'ignoto; alla scoperta del Sapere.