— Oh sì, molto povera e poco buona! — disse ancora celiando Regina.
Ma non ne ebbe più tempo di celiare perchè le mani di lui erano state invincibilmente attratte da quella ricca chioma scomposta e ci si erano immerse senza opposizione, facilmente sino alla nuca, con un senso voluttuoso come di penetrare entro un'anima docile.
— Povera ragazza! — ripeteva, nè altro dicea e s'avvide che quelle due parole avevano avuto la virtù di far tacere le vivaci espressioni di lei e di far lagrimare quelle pupille: e come la testa di lei stringea sul suo petto, così sentì il tepore ardente delle lagrime di lei gettare alimento di nuova vita dentro il suo cuore maschile.
***
E fu così che Leo amò Regina.
IL TRIONFO
DI NADINA.
Nella famiglia di Nadina, dopo la morte del padre, la colazione del mezzodì venne un po' per volta a confondersi nel caffè e latte mattutino, ma il decoro degli abiti non subì modificazioni visibili.
Il fruttivendolo dimenticò di portare il solito cestello di frutta; ma il grazioso appartamentino che abitavano, vivo il padre, non fu sostituito con altro di minor prezzo.
Mancò il vino in cantina, ma non mancò una tazza di tè per le amiche.
Con questi umili espedienti fu conservato il decoro esteriore: la qual cosa pareva alla vedova quasi un dovere verso la memoria di quel povero morto, così laborioso, così felice tra i suoi figliuoli, e portato via così presto!