E gli occhi di Nadina non lagrimavano perchè era forte e fiera, ma il piccolo vivo cuore, entro il petto di palpitante alabastro, mandava un guizzo d'amore.
Nadina inoltre era bella.
Ella era allieva dell'ultima classe magistrale.
E se la signora professoressa di disegno che aveva studiato estetica e anatomia, e se la signora professoressa di pedagogia che aveva studiato psicologia e fisiologia, e se la signora professoressa di ginnastica che aveva studiato anche lei qualche cosa in proposito si accordavano nell'affermare che Nadina era bella — anzi una bellezza — bisogna proprio credere che fosse tale veramente giacchè non è facile trovare tre donne d'accordo sul valore di un'altra donna.
Testa classica su di un collo ammirevole! Amore — il buon statuario — attendeva di dare luce e grazia a quel volto, fascino e risalto femineo a quella persona ancora di snello efebo.
Giacchè la pubertà, da poco fiorita, essendosi — come vento con vento contrario — abbattuta nel dolore, splendeva a pena nelle grandi pupille sotto la fronte sottile.
Tutto al più la signora professoressa di italiano correggeva il giudizio delle colleghe dicendo:
— Sì, ma una bellezza fredda! glaciale! insensibile! Non lo si vede dai compiti?
Ora bisogna sapere, a giustificazione di Nadina, che quella signora professoressa di italiano era un'ardente seguace della scuola estetica: tanto più ardente in quanto che era in ritardo; e i preziosi anelli, gli amuleti, le pietre, gli argenti che portava al collo, alla vita, alle dita; i preziosi aggettivi, le rare parole di cui costellava il suo dire; le supreme delicatezze, le audacie e i pudori non bastavano più a renderla estetica. Ella, poveretta, si sforzava a veder simboli, figurazioni, reconditi sensi e riposti colori in ogni cosa più semplice: un frutto era per lei un omaggio religioso della Terra: il tovagliolo della mensa si trasfigurava spesso in un Altare: bere un bicchier di latte simboleggiava un olocausto alla Purità.
Il modo di allacciare le scarpe, di modellare il taglio dell'unghia aveano un profondo significato per questa infelice. Ed era così commossa di questa sua penetrazione sensibile nell'anima delle cose che, se anche non sveniva, parlava sempre come persona che sta per svenire.