***

Il personaggio era grazioso e piacque a Nadina. Con esso era lecito addentrarsi nei profondi recessi della Pineta, o andar lungo le dune del mare.

Ma l'uomo dai sandali, che si vantava fine osservatore, quando camminava insieme a Nadina era per lo meno un osservatore distratto od ingenuo. La donna invece fiuta l'uomo con un senso di meravigliosa finezza e precisione; e Nadina aveva senza intenzione ma per semplice istinto fiutato l'uomo dai sandali e l'avea classificato fra la categoria dei maschi innocui, in questo senso che egli era di quelli che rimangono atterriti davanti alla Bellezza. Vedono una vetta eccelsa, la adorano, credono che lassù non si possa salire, che vi abitino soltanto gli Dei, e invece gli svizzeri hanno piantato sulla montagna persino un albergo a prezzo fisso. Alpinisti ciabattoni! Un attentato adunque da parte sua sarebbe stato impossibile, anche nel più denso della foresta. Era inoltre cosa piacevole per Nadina vedere su quel bel volto umano riflessi tutti gli effetti che la sua feminilità completa produceva in lui. Pura acqua tranquilla non meglio riflette gli oggetti circostanti.

La artista e la donna ne erano in pari grado confortate.

L'uomo dai sandali era inoltre fornito di coltura larga, profonda. Egli era un bello scrigno pieno di gemme, ma serrato. Era un bel vivaio di preziose piante di sapienza e di esperienza, ma seminate in un terreno profondamente sterile: la Bontà.

I bacilli del Male, meravigliosi agenti di fecondazione, non trovavano l'ambiente adatto al loro sviluppo.

L'uomo, appunto per essere tale, vedeva le cose con un daltonismo morale assai curioso e talora mescolava osservazioni profonde a vane sciocchezze, come questa:

— Lei così bella, non teme di andare sola con un uomo? non teme quel che ne può dire la gente?

Rispose Nadina:

Noi siam fatte da Dio, sua mercè, tale