Il re delle carni porcine si trovava gomito a gomito alle splendenti mense col re della Borsa e del tappeto verde. I brillanti della gran mondana scintillavano all'unisono coi brillanti della lady aristocraticissima.
Il fumo della sigaretta dell'avventuriero si intrecciava nella stessa sala con le spire della sigaretta dell'erede di un trono.
La politesse, la suprema delle virtù, uguagliava e amalgamava quel mondo eteroclito.
E così pure Nadina non provava più disgusto alle letture che doveva fare a Mrs. Evelyne. Le subiva.
Letture bizzarre appartenenti ad un'arte così diversa da quella del piccolo Petrarca che aveva portato con sè, letture di cui la strana donna meravigliosamente si compiaceva. E a Nadina conveniva leggere!
Una sete insaziabile di godimento possedeva Mrs. Evelyne. Un bell'abito, un bel colpo d'occhio, un bel gesto, uno scandalo del gran mondo, un avvenimento fuor del normale la eccitavano come un liquore prezioso. I casi più miserandi della vita erano da lei riguardati con calma addirittura ieratica. Capace di profondere oro per un capriccio puerile, incapace di spendere un centesimo per asciugare una lagrima.
In quella febbre di sensazioni anormali trovava nei libri il massimo eccitamento. Una mostruosa passione la commoveva sino alle lagrime: gli affetti comuni e santi la lasciavano indifferente. «Saltate — diceva alla sua leggitrice — questi sentimentalismi europei». Ella, insomma, apparteneva naturalmente a quel gran publico per cui esteti e psicologi si affaticano ad elaborare la loro mostruosa arte novella.
No, Nadina non poteva essere così! E nel non essere più quello che era e nel non poter divenire ciò che era Mrs. Evelyne consisteva il suo martirio segreto.
Ma sempre e dovunque Nadina si trovasse, e nel vestire e negli atti, faceva capire quale era la sua condizione: ella era e voleva essere domestica, dama di compagnia, nulla più.
Ciò indispettiva la dama. — Fra noi va bene — costei dicea — ma davanti al publico fate male: voi avete graziosissimi abiti, ma non avete toilettes. Permettete che ve ne acquisti.