[4.] Vedi il raro opùscolo di Emìlio Biondi, La figlia di Lord Byron, Faenza, tip. Montanari. Byron dettò l'epìgrafe: In memòria di Allegra, figlia di G. Q. Byron, che morì a Bagnocavallo in Itàlia, il XX aprile MDCCCXXII, in età di anni V e III mesi, e vi appose il motto biblico: Io andrò a lei, ma lei non tornerà a me.

[5.] Il terremoto dell'estate 1915, poi i continuati bombardamenti della Guerra mondiale, poi l'afflusso dei pòveri pròfughi di Venèzia dopo Caporetto e tutte le necessità della Guerra, hanno mutato il mondano e lieto aspetto di questa città. Pèggio dev'èssere di Ostenda.

[6.] Nel lùglio 1918, in un giornale di Milano fu stampato uno scritto che accusava l'autore del presente libro di non aver voluto nella casa, di cui qui si parla, i pòveri pròfughi! La casa fu requisita; ed è vero il contràrio, cioè che domandando ai pròfughi di fare, per i due mesi dell'estate, posto anche al proprietàrio, restringendosi e usando la cucina in comune (che sarèbbero stati risarciti delle maggiori spese dal detto proprietàrio), quelli rispòsero non intèndere di restrìngersi, nè avere nulla in comune.

La sola cosa di cui l'autore si dolse fu che non si volle o non si potè dare tempo e modo di convenientemente ricoverare le cose familiari di cui qui è parola.

La requisizione della casa, del resto, era pìccolo sacrifìcio e sèmplice dovere.

Lo scritto del giornale conteneva parole che andàvano sino all'augùrio dell'impiccagione per il proprietàrio letterato e per la letteratura; la firma era di una signorina.

Allora non mi parve il caso di rispòndere, e se oggi ne fàccio menzione, qui, è per necessità, affinchè chi legge questa pàgina sentimentale su la casa, e àbbia letto quello scritto, non si formi dell'autore concetto diverso dal vero.

[7.] Il luogo, veramente, fin dai tempi dei Malatesta era detto Torre di Giovedia.

[8.] Allo scòppio della guerra (1915), il dottor Carlo Grigioni abbandonò condotta, famìglia e andò semplice soldato: perciò non pareva sàvio ai buoni abitatori del luogo. Sentii dire che lo avèvano visto a Forlì in piazza d'armi con lo zàino o il fucile. Così in fatti lo vidi e stemmo un pomerìggio insieme a Brisighella, dove egli, nelle ore di riposo, si occupava ad illustrare il luogo per le Guide del Touring. Non so poi se àbbia ottenuto il grado di ufficiale mèdico, ma credo di sì essendo egli assai valente.

(Milano, 20 novembre 1916).