Sentii allora una grande compassione anche per Garibaldi. Perchè?
Perchè sopra quell'esposizione di tàvole imbandite all'aperto, si vedeva sòrgere il monumento a Garibaldi. Pòvero Garibaldi, costretto, nella sua immobilità di bronzo, su quel cavallo lungo da scuderia inglese, a guardare lì, tutte le notti, istrioni e cocottine, gaudenti e impenitenti.... Ti senti la vòglia di dar di sprone al tuo cavallo? Prima di te c'era lì il monumento di quell'altro pòvero eroe, col bràccio teso: Ugo Bassi. E poi hanno messo te, Garibaldi! Va là, va via, Garibaldi! Ah, triste sorte degli eroi! Triste sorte anche delle piante! Vògliono dormire e non pòssono. La luce elèttrica le acceca e le brùcia tutte, le pòvere piante....
Quante donnine van girellando per queste tàvole! Chi saranno?
Vècchie attrici che hanno navigato; artiste erranti che navigheranno; fanciulle senza famìglia, senza focolare, con un pìccolo bagàglio qua e là, un amante qua e là. Tutta un'amàbile promiscuità.
Qualcuna parla un po' forte, e in realtà ha la voce flautata e profonda del palcoscènico. Qualche piccina discute in grande stile. Qualche bocca a cuore ride con perversa intelligenza. Un sospiro, un giudìzio d'arte teatrale, intercalato con il vocale badinage bolognese: «Mo che nervous tutt'incò! Offrìtemi una gita in automòbile». Ròmpono lo sbadìglio mutando tàvola; si accòstano all'uno e all'altro; màngiano con gràzia pìccole cosine: un banano, un fritto dolce, taiadlein con l'odore caldo del ragù. Una, pàllida, immota, pare fissa nella punta della sua scarpetta. Mi manda il fumo oppiato di una sigaretta. Un giovinetto le deve aver detto: «t'amo», perchè colei risponde forte: «t'amo, t'adoro come la salsa di pomidoro». Riprende a fumare con le labbra sprezzantemente cascanti.
Capìtolo VI.
KARA-KIRI.
Mi scosse una tènue ombra nera che intercettò la luce; mi scosse una tènue voce che mi chiamò per nome gioiosamente, con un: — Voi qui?
Guardai con immenso stupore.
Era la signora X***. Ma io dirò semplicemente Mimì: un nome che mi gravò per molto tempo sul cuore e lo fece sobbalzare.