— Poesie? Ma questo è un volume completo di poesie! — esclamai sfogliando il manoscritto che Mimì mi aveva messo innanzi delicatamente.
Come rimase male, pòvera Mimì, alla mia esclamazione dolorosa.
— Ma non siete anche voi poeta? — domandò.
— Una volta, Mimì! Ma da quando mi sono accorto che i nostri servizi pùblici vanno male perchè vi sono troppi poeti, ho smesso di èssere poeta. Ma che peccato, Mimì, che voi non foste poetessa nel tempo che anch'io cantavo come un merlo! Voi, invece, come avete fatto a diventare poetessa?
Pòvera Mimì, lei credeva quella mattina di ricèvere da me le più sentite congratulazioni letteràrie, ed io dissi quelle parole con la voce accorata come avessi detto: «come avete fatto ad ammalarvi?».
Mimì disse con santa semplicità: — Vi sono adesso tante donne che scrìvono, tante poetesse! poetessa A***, poetessa B***, poetessa C***....
Era arrivata alla G***, all'N***, alla V***.
— Ci posso stare anche io.
«Capisco — dissi fra me —, è un caso di infezione»: ma volevo dirvi questo: che avrei preferito lèggere le memòrie della vostra vita. Per esèmpio, la stòria di quando mi avete fatto ballare sopra un quattrino, passare dal bagno russo alla dòccia fredda. Sapete che sarebbe riuscita una stòria interessantìssima?
— Come siete cattivo! Sapevate bene che in quegli anni ho avuto il tifo, che mi sono caduti i capelli....