Aveva un metallo di voce roca, bruciata dall'arsura delle sigarette.
— Io, signora — dissi rispondendo dopo essermi un po' riavuto, — non sono ancora milionàrio; ma meriterei di èsserlo. Non vado a letto perchè mi sono levato da poco: andrò anch'io in automòbile, perchè devo recarmi appunto a Scaricalàsino.
La signora non conosceva questo paese. Aveva viaggiato mezza Europa; conosceva tutti gli Eden, le Folies, i Trianons, i Moulin-Rouge d'Europa e d'Amèrica; ma non conosceva Scaricalàsino.
Per tal modo appresi che la signora era artista: ma assai più artista di lei era la biondina, anzi «cèlebre artista».
Mi feci attento. Artiste! Le signore allora appartenèvano all'almanacco di Gotha dell'alta sozzura.
— Artista di canto, la signora bionda? — domandai.
— La signorina la xe artista de balo, e che artista! — Come? io non l'avevo riconosciuta? — Ghe xe i ritrati per tuti i cantoni! Lu nol conosse Lydia Dolores?
Confessai la mia ignoranza.
Stupì. Domandò: — Ela no la ga mai visto Lydia Dolores balar la danza egìzia? el tango autèntico? la matchiche? la danza serpentina? la danza russa, tutta nuda?
— Tutta nuda?