Una scritta dicea: Scuola superiore di magistero. Una stàtua marmòrea, guerriera, dominava la solitùdine della piazzuola. «Deve èssere — pensai — la simbòlica Minerva, dea della sapienza, perchè questa è la casa della sapienza. Ve ne sono anche altre in Itàlia: ma questa è una delle case più pregiate.» Qui studiò, in fatti, Giòsue Carducci, il quale fu come tu vuoi, o Minerva: cioè fu sapiente e fu guerriero: e anzi voleva che i professori fòssero i guerrieri della nuova Itàlia. Quando morì, l'hanno rivestito di abiti pontificali con gran riverenza; ed ora con grande irriverenza lo vanno spogliando anche delle fòglie del santo alloro. Minerva, Minerva immortale, non esiste più la immortalità?»
E mi appressai alla stàtua marmòrea. Ohime! Non era la divina armata Pàllade Atena. La stàtua era bensì loricata, ma non era Atena. Era uno dei tanti imbelli prìncipi medìcei, agli òrdini di casa d'Aùstria e di Spagna, che pittori e scultori vestìvano, nel Seicento, da guerrieri romani, sì che finivano per essere creduti guerrieri veramente romani.
«Minerva, vedete — mi disse il sedentàrio personàggio marmòrio — ha l'inconveniente di inoculare la sapienza agitante. Qui si fàbbrica invece la sapienza riposante.»
Allora per la gèmina scalea di quella scuola mi parve di vedere salire e scèndere una quantità di contributi, saggi, ricerche, congetture: una spècie di un altro cimitero.
Antiquària! Con tutta la precisione dei moderni sistemi; ma antiquària.
Mi venne, allora, in mente Giacomo Leopardi quando giovinetto uscì dalla biblioteca paterna e si recò in Roma per cercarvi la vita, e trovò invece che tutto in Roma era antiquària. Guai a lui se alla gente romana egli avesse detto: «Io son poeta, io son colui che sentì il suon dell'ora e le voci dell'infinito». E se avesse detto: «Io son colui che dall'antiquària dedussi il verso: Io solo combatterò, procomberò sol io», la gente antiquària di allora avrebbe esclamato: «È pazzo costui?». Eppure per quel verso noi lo chiameremo Liberatore.
Potrò io rinchiùdermi in una biblioteca, come in un chiostro dalle spesse mura e dilettarmi dell'antiquària, o, sopra un bel leggìo, lèggere il De òcio religiosorum: potrò io godere nel non sentire più l'ossìgeno della vita: ma per i giovani, no! Esiste negli anni giòvani un servìzio militare obbligatòrio. Non sarà più — come si va dicendo — il servìzio materiale delle armi, ma veramente, comunque, pei giòvani militare, navigare est necesse!
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Una luce violenta mi abbagliò. Ero arrivato presso i Lungarni. Bars, buvettes cinematògrafi con le sòlite proiezioni deformi o grottesche, caffè all'aperto, gran folla, gran luce elèttrica. Mi accostai al parapetto del fiume e vi rimasi finchè l'ùltima luce rossa del tramonto, sospesa su le acque, disparve.