Calvocoressi — Moussorzsky, Paris, 1910.

Pougin A. — Essai historique sur la musique en Russie. Rivista musicale italiana, Vol. III. e IV.

Bruneau A. — Die russische Musik, Berlin, Bard-Marquardt et Comp.

Batka R. — Geschichte der boemischen Musik, Berlin, Bard-Marquardt et Comp.

Streatfeild R. A. — Musiciens anglais contemporains, Paris, 1913.

Maitland J. A. Fuller — Englische Musik in the XIX century, London, Grand Richards, 1902.

Elson L. C. — The history of American Music, New-York, Macmillan, 1904.

Soubies A. — La musique en Espagne, Paris, 1900.

CAPITOLO XXII. La musica italiana, francese e tedesca dei nostri giorni.

Il progresso che la coltura musicale ha fatto durante gli ultimi decenni in Italia è veramente notabile. Per comprenderlo è necessario richiamarsi alla memoria i tempi non molto lontani, quando l'ignoranza la più crassa circa le maggiori opere della musica istrumentale ed in genere della straniera era la regola e, ciò che è peggio, questo non valeva soltanto per il pubblico ma anche per la maggior parte dei musicisti stessi che senza ombra di veri ideali e senza sufficiente preparazione si mettevano a scrivere per il teatro. Su questo triste stato di cose influiva l'istruzione che s'impartiva ai giovani nei Conservatori da maestri senza vera coltura nè musicale nè generale, che si contentavano di insegnare quel tanto della loro arte che era assolutamente necessario e che, perchè essi avevano scritto un paio d'opere teatrali, avviavano i loro allievi per quella strada, che allora era l'unica aperta, anche se essa non si adattava al talento specifico dello scolaro. A difficoltare poi il miglioramento contribuiva il concentrarsi dell'interesse del pubblico al solo teatro, che non era che luogo di divertimento e svago ma ben raramente di educazione e coltura. La mancanza di orchestre stabili e società corali costringeva del resto i musicisti a trascurare altri rami della musica oltre la teatrale.