Scopo dei Maestri cantori, uniti in corporazioni speciali con privilegi e diritti era il culto della canzone di carattere religioso. Il testo delle canzoni era quasi sempre tolto dalla Sacra Scrittura. Le melodie erano affini a quelle del canto corale ma deturpate da cambiamenti e non avevano alcuna relazione col testo. Esse portavano nomi stabili scelti fra i più barocchi e strani, p. e. il tono rosso, azzurro, sanguigno, delle scimmie, del cane da tasso grasso, ecc. La pedanteria più ridicola presiedeva alle sedute periodiche dei Maestri che coprivano cariche diverse. Le regole erano contenute nella cosidetta Tabulatura.

Gli strumenti coi quali i Trovatori, i Minnesänger solevano accompagnare i loro canti ed i menestrelli e musicanti girovaghi eseguivano le loro musiche sono assai numerosi e diversi. Una enumerazione quasi completa è contenuta in una poesia del Roy di Navarra, riportata da Forkel nella sua Storia della musica (Vol. IIº, pag. 747). Noi dobbiamo contentarci di nominare i principali. Fra gli strumenti a corda predominavano l'arpa, il liuto, la chitarra, la teorba, il mandolino. Molto diffusa era la vielle, specie di viola a cinque corde (sol, re, sol, re, re), che si suonava coll'arco senza ponticello (donde il bourdon), la rota, specie di violino, la ribecca, il ribecchino, la giga d'origine araba ed introdotta dopo le Crociate. In Germania usavasi pure il Trumscheit, tromba marina, specie di monocordo in forma di un lungo cassetto risonante con una corda da toccarsi coll'arco, che può chiamarsi l'avo del contrabasso. Altri strumenti di questi secoli erano il salterio da suonarsi col plettro, l'organistro, strumento a manovella, la fiedel e viole di ogni specie, tutte senza ponticello; fra gli strumenti a fiato di legno: flauti lunghi di più specie da suonarsi come i nostri clarinetti, flauti traversieri, corni ritorti, cornamuse (calamus) bombarde e cornetti (Zinken) — fra gli strumenti di metallo: trombe e tromboni (i nostri corni sono di molto posteriori).

LETTERATURA

A. D'Ancona — La poesia popolare italiana, Livorno, Vigo 1878.

Carducci — Cantilene e ballate, strambotti e madrigali nei secoli XIII e XIV, Pisa, Nistri, 1871.

Musica e poesia. Saggi letterari, Livorno, 1860.

Gaspary — Storia della letteratura italiana, Vol. I.

Oscar Chilesotti — Saggio sulla melodia popolare del cinquecento, Milano, Ricordi e C.

A. Restori — Per la storia musicale dei trovatori provenzali. Rivista musicale, Torino, anno II e seg.

Il canto dei soldati di Modena, Vol. VI. Rivista musicale, Torino.