Carissimi — Jefta ed altri oratori pubblicati da Chrysander.
Cesti — Dori e Pomo d'oro nei Denkmäler, Vienna, Artaria.
Cavalli — Giasone, XII vol. delle pubblicazioni della Gesellschaft für Musikforschung.
Monteverdi — Madrigali scelti, Peters.
CAPITOLO XI. L'Opera francese, tedesca ed inglese.
La storia dell'opera in Francia sta in intimo rapporto con quella dell'opera italiana dalla quale essa deriva. E se, come alcuni sogliono, si volesse rimontare alle origini e trovare nelle scene di Adam de la Halle l'idea dell'azione drammatica musicale, non si deve dimenticare che quelle con tutta probabilità furono scritte ed eseguite a Napoli.
Le prime rappresentazioni teatrali con musica datano in Francia dal 1570, quando Carlo IX aveva accordato a Giovanni Antonio de Baïf (veneziano?) ed a Gioachino Thibaut il privilegio di fondare un'accademia di musica, che incominciò la sua attività nel 1571 e fece eseguire musica italiana. Ma essa o per la mancanza d'interesse o per l'incapacità dei promotori venne a cessare già nel 1574. Nel 1582 si eseguisce con grande sfarzo il Ballet comique de la Reyne con musica d'un certo Baldassare torinese (Baltazarini) venuto a Parigi con Caterina dei Medici e di altri. La musica di questo balletto esiste tuttora ed è un centone di arie da ballo, canti dialogati, cori, ecc., senza interesse ed unità drammatica.
La prima opera che si eseguì in Francia (1645) fu la Finta pazza di Sacrati, scritta per Venezia e poi rifatta. I cantanti erano italiani chiamati in Francia dal Cardinal Mazarino, strano uomo che trovava tempo oltre reggere le sorti dello Stato di occuparsi di cose teatrali, far scritturare cantanti, suonatori e commedianti italiani, brigare per far sortire di convento un monaco evirato (Filippo Melani) e fargli cantare la parte di regina travestita da uomo ed amante del re (Serse di Cavalli).
Due anni dopo si eseguisce l'Orfeo di Luigi Rossi, napolitano, celebre autore di cantate e che, quando si conosceranno meglio le opere che scrisse, dovrà venir contato fra i migliori musicisti dell'epoca. L'Orfeo fu scritto a Parigi od almeno per Parigi sicchè esso è la prima opera scritta in Francia. Nel 1654 ritorna la compagnia italiana chiamata da Mazarino ed eseguisce Teti e Peleo di Carlo Caproli.
Quantunque l'interesse che destò questo nuovo genere di musica fosse grande, pure passarono ancora alcuni anni prima che nascesse la vera opera francese. Il motivo è da cercarsi tanto nell'indole della nazione e della lingua che nella mancanza di una certa ingenuità che impediva ai francesi di prendere il nuovo genere per una semplice transazione fra esecutori e pubblico. St. Evremont chiama, per es. l'opera «un travail bizzarre de pöesie et de musique ou le pöete et le musicien également génés l'un par l'autre se donnent bien de la peine pour faire un mauvais ouvrage». Il primo impulso all'opera nazionale fu dato da Pietro Perrin, abate senza abbazia, facile fabbricatore di versi, che si associò col musicista Roberto Cambert e fece rappresentare nel 1659 nel castello di Issy un'azione drammatica intitolata Pastorale, la première comédie française en musique, andata perduta. Il successo che essa ebbe fu maggiore di quello del Serse di Cavalli, dato nel 1660 per le nozze di Luigi XV coll'Infanta di Spagna. Secondo novissime ricerche pare però che la prima commedia francese fosse il Trionfo dell'amore, eseguita ai 22 gennaio 1655 con musica di Michele de la Guerre, organista e liutista. Anche questa musica è andata perduta.