Da un codice Lautenbuch del cinquecento. Trascrizioni di Oscar Chilesotti. Lipsia, Breitkopf.

Riemann Hugo — Die Entwickelung unserer Notenschrift, Lipsia, Breitkopf und Härtel.

Wolf J. — Handbach der Notations kunde, Lipsia, 1913.

Gasperini G. — Storia della Semiografia musicale, Milano, Hoepli, 1905.

David E. et. M. Lussy — Histoire de la notation musicale depuis ses origines, Paris 1882.

Schmidt A. — Ottaviano dei Petrucci, Vienna 1845.

Vernarecci A. Q. — Ottaviano dei Petrucci. Bologna 1882.

CAPITOLO XV. Gluck e la riforma dell'Opera.

Noi abbiamo già veduto come l'opera italiana fosse venuta decadendo coll'andare del tempo ed il convenzionalismo, la superficialità, gli artificî dei cantanti vi avessero preso la supremazia, sicchè essa era divenuta un accozzamento di arie, duetti e terzetti collegati senza alcuna unità fra loro. La verità drammatica vi era trascurata e se alcune parti si distinguevano per bellezza di melodia, fattura, verità drammatica e per ispirazione, l'impressione del complesso non corrispondeva punto all'ideale d'una azione drammatica vera ed umana. Le idee della Camerata erano andate sempre più perdendosi ed i numerosi musicisti dell'epoca, molti fra i quali pure dotati di genio, seguivano l'andazzo del tempo e sacrificavano all'effetto ed alla brama di facili applausi gli alti ideali dell'arte.

In tali circostanze era dunque necessaria una reazione ed essa difatti non tardò a mostrarsi, quantunque l'opera italiana si fosse diffusa per tutta l'Europa, dominasse tutti i teatri e più che mai sembrasse viva e potente. I primi sintomi di questo movimento si mostrarono nella Germania settentrionale, dove già vedemmo sorgere l'opera nazionale, che, sia per la difficoltà dei tempi, sia per la mancanza di uomini adatti, fu ben presto soggiogata dall'opera italiana. Ma il seme non si perdette e verso la metà del secolo XVIII esso rinasce nel Singspiel, l'operetta tedesca, sorta dal desiderio di vedere sostituite ai soggetti tragici dell'antichità e della mitologia azioni tolte dalla vita comune, di veder sulla scena persone più umane ed a noi più simili che gli eroi greci e romani. Il Singspiel poi corrispondeva al carattere germanico in quanto che in esso poteva aver larga parte lo scherzo, la comicità, la caricatura, a cui il popolo tedesco inclina e che vi si poteva innestare quella tendenza sentimentale e romantica, pure una delle qualità del carattere germanico, del tutto aliena all'italiano. Ma anche la seconda volta questo genere di opera tedesca dovea essere di poca durata e spegnersi senza lasciar traccia di sè, sia perchè i suoi cultori non fossero dotati di genio sufficiente per renderlo vitale, sia perchè esso tosto degenerasse in farse triviali e barocchismo sentimentale. Con tutto ciò fra i musicisti che si dedicarono all'opera e operetta tedesca, alcuni vivono ancora nella memoria dei posteri, come Giovanni Adamo Hiller (1772-1804), Carlo Ditters di Dittersdorf, viennese, l'autore della notissima operetta Dottore e farmacista, Schenk (il Barbiere del villaggio), Weigel (la Famiglia svizzera), Wenzel Müller ed altri. Tutti questi musicisti hanno la melodia facile e naturale, una sana comicità ed umorismo e non di rado ci danno nelle loro opere stupendi quadretti di genere.