Prima che giungesse il Sultano alla moschea entraronvi alcuni soldati disordinati, e, quantunque armati, si posero dall'una parte e dell'altra senza conservare alcun rango.
Il Sultano non fecesi aspettar molto; entrò seguito da un piccolo accompagnamento di grandi, e di ufficiali tutti così semplicemente abbigliati, che non distinguevansi altrimenti dal rimanente della compagnia. Eranvi nella moschea, affollata di popolo, circa due mille persone. Finchè io vi rimasi ebbi cura di tenermi un poco appartato.
La preghiera si eseguì al solito degli altri venerdì; ma la predica si fece da un fakih del Sultano, che perorò con molta energia intorno all'argomento «essere gravissimo peccato il commerciare coi cristiani, non doversi dar loro nè vendere alcuna specie di vittovaglie, e simili altre cose.
Terminata la preghiera mi feci aprire un passaggio dai miei domestici, e sortj. Un centinajo di soldati negri trovavasi sotto le armi in semicerchio fuori della porta, ov'era adunata moltissima gente. Tornato a casa venne a cercarmi un domestico del Sultano per significarmi gli ordini del suo padrone, ed in pari tempo per ricevere la mancia di consuetudine.
Alle tre ore dopo mezzogiorno il Kaïd mi spedì nove uomini per ajutare la mia gente a portare il mio regalo composto de' seguenti oggetti:
Venti fucili inglesi colle loro bajonette.
Due moschetti di grosso calibro.
Quindici paja di pistole inglesi.
Alcune migliaja di pietre focaje.
Due sacchi di piombo per la caccia.