Ogni musulmano deve recitare cinque volte al giorno la preghiera: la prima volta allo spuntare dell'aurora, o quando il sole trovasi diciotto gradi sotto l'orizzonte, voltandosi a levante; lo che chiamasi Es-sebàh; la seconda dopo mezzogiorno nell'istante in cui l'ombra del gnomone o d'un bastone posto perpendicolarmente al sole sarà uguale al quarto della sua lunghezza; e si dice Ed-douhòur; la terza quando l'ombra del bastone, o del gnomone sarà uguale alla sua lunghezza; ed è l'El-àssar; la quarta deve farsi allorchè il sole tramonta affatto; e le si dà il nome di El-mogarèb; finalmente si recita la quinta nell'istante del crepuscolo della notte, ossia quando il sole trovasi diciotto gradi sotto l'orizzonte dalla banda d'occidente, ed è contrassegnata dal vocabolo El-Aascha[12].

Ogni preghiera canonica è composta dell'invocazione, di molti rikat, e della salutazione. Un rikat si compone di sette posizioni del corpo con differenti preghiere; eccone la forma col tenore della preghiera:

INVOCAZIONE.

Il corpo diritto, ambo le mani sollevate all'altezza delle orecchie, si dice:

Grandissimo Dio!

Primo Rikat.

Prima positura. — In piedi colle braccia e le mani pendenti pei malecki, o le braccia incrocicchiate pei hhanneffis; si recita il primo capitolo del Corano, che è intitolato El-Fatha: eccolo

Sia lode a Dio! Signore del mondo clementissimo, misericordiosissimo, re del giorno dell'estremo giudizio, noi ti adoriamo, ed imploriamo la tua assistenza; reggici sul retto cammino, il cammino di coloro che tu hai colmati de' tuoi beneficj, di coloro che sono senza corruzione, e non appartengono al numero degli smarriti. E così sia.

Dopo si recita un capitolo, o alcuni versetti del Corano nella medesima attitudine.

Seconda positura. — Si piega tutta la parte superiore del corpo, appoggiando le mani sulle ginocchia, e si esclama ad alta voce: