Il Corano, oltre la divisione dei souras o capitoli, è diviso in trenta hhezb o fascicoli; e l'uso consacrò i capitoli dell'ultimo hhezb per essere più usualmente recitati nelle preghiere canoniche dopo l'el-fat-ha.
Per fare la preghiera è necessario colloccarsi in un luogo puro; e nel caso che non sianvi stuoje o tappeti, si stende sulla terra il proprio hhaïk, il cappotto o il turbante, per collocarvisi sopra.
Quando molti Musulmani pregano insieme l'uno di loro si pone avanti agli altri, fa le funzioni d'Imano, e dirige la preghiera affinchè i movimenti dei rikat siano simultaneamente eseguiti da tutti gl'individui dell'assemblea: se i fedeli sono moltissimi, si dispongono dietro l'Imano sopra più file come nella moschea.
Sonovi ancora alcune preghiere addizionali, che tutti i Musulmani recitano ogni giorno: tali sono l'el-fegèr che deve precedere il sebàh il mattino; l'eschefàa, e l'uter che devono seguire l'ascha della sera. Del resto il musulmano può dire quante preghiere egli vuole sia di giorno, sia di notte, fuorchè nell'istante del levarsi del sole fino al mezzogiorno, e dall'istante dell'aàssar fino al mogarèb, ne' quali tempi non devesi pregare. Queste orazioni sono meritorie al fedele credente, ma esse non lo dispensano dalle cinque preghiere canoniche.
Nelle preghiere giornaliere il fegèr è composto di due rikat, il douhour di quattro, l'aàssar, dello stesso numero, il mogarèb di tre, l'ascha di quattro, l'eschefàa, e l'ùter di tre.
Il fàt-ha, ed il capitolo, o versetti del Coran, che lo seguono ne' due primi rikat si recitano ad alta voce nel sebàh il mogaréb l'ascha l'eschefàa, nell'ùter, e douhour, l'aàssar, e le preghiere addizionali volontarie; si dice ogni cosa sotto voce. Rispetto alle invocazioni Allàhou ak bar Sèmeo! allahu ecc. e la salutazione Assalàmon Aaleikom pronunciansi sempre ad alta voce.
Per ultimo sonovi delle preghiere particolari per gli ammalati, pei morti, pei viaggiatori, per la pioggia, per le ecclissi del sole, e della luna, pei combattimenti, per le trenta notti del Ramadan, per le pasque, per la Kàaba; poi delle preghiere soddisfattorie, e di surrerogazione.
CAPITOLO X.
Elemosina. — Digiuno. — Pellegrinaggio. — Calendario. — Mese sacro. — Pasque. — Impiegati delle moschee. — Feste. — Superstizioni.
Dopo la credenza di un solo Dio onnipossente, e la fede nella missione del suo profeta, come altresì l'obbligazione delle preghiere canoniche, duopo è osservare il precetto della elemosina: questa legge è assolutamente obbligatoria per ogni musulmano in istato di osservarla.