Un musulmano senza donne vedesi generalmente di mal occhio. I piaceri dello spirito occupandomi più di quelli del corpo, non avevo fin ora pensato a quest'articolo. I miei amici me ne parlarono tanto, che mi convenne cedere alle loro istanze. Sapendo che non volevo ammogliarmi che dopo aver fatto il pellegrinaggio alla casa di Dio, mi fu posta innanzi una schiava negra, ch'io presi senza pure osservarla. Le donne d'Hadj Edris avendola riconosciuta nella qualità di mia concubina, la bagnarono, la purificarono, la profumarono diversi giorni; gli fu poi fatto il suo corredo; indi mi fu condotta a casa. A fronte degli abbigliamenti, de' profumi, delle purificazioni, rimase isolata in un'abitazione separata dalla mia, ove venne ben servita e trattata; ma io, non saprei dirne il motivo, non ho mai potuto vincere la mia ripugnanza per una negra colle labbra grosse, e col naso schiacciato: quindi la sventurata donna dovette trovarsi ben delusa della sua aspettazione.
Aveva promesso a Muley Abdsulem un calendario per i quattro ultimi mesi dell'anno arabo. Io lo feci indicando la corrispondenza delle date coll'anno solare, i giorni della settimana, del mese e della luna, la longitudine e la declinazione del sole nell'istante del mezzogiorno a Fez, l'ora del levarsi e del tramontare nello stesso luogo; l'ora del passaggio della luna al meridiano, la differenza dal tempo medio al tempo vero, le fasi ed altri punti lunari, ed i più notabili fenomeni degli altri pianeti.
Siccome in quest'epoca dovevano precisamente accadere le due eclissi del sole e della luna, l'almanacco diventò più interessante assai pel pronostico di questi fenomeni da me descritti interamente: aggiungendovi inoltre le figure ch'essi dovevano presentare. Posi in fine due altri disegni che mostravano, uno la grandezza dei pianeti relativamente al sole, l'altro il sistema solare con tutte le nuove scoperte. Quando presentai quest'almanacco, Muley Abdsulem ed il Sultano ne furono in modo sorpresi, che predissero la rovina di tutti coloro che senza saper nulla godevano in Fez opinione d'uomini scienziati.
Pubblicatisi una volta i giorni e le circostanze delle eclissi, n'ebbe ben tosto notizia tutta la città, e perchè ognuno voleva aggiungere alla notizia qualche cosa del proprio, si spacciarono mille stranezze: e gli astrologhi predissero sventure, che dovevano essere precedute da tre giorni di dense tenebre. Non è credibile la pena ch'io mi diedi per distruggere l'impressione di tali ridicole predizioni.
Terminato il Ramadan, si celebrò la pasqua nel modo solito, e poco dopo il Sultano partì alla volta di Marocco, invitandomi a seguirlo: glielo promisi.
L'eclissi della luna fu dal popolo poco notata perchè il cielo era ingombro di nubi, e pioveva: ma gran Dio! quale spaventoso rumore non produsse l'eclissi del sole! Il cielo era affatto sgombro, ed era verso mezzogiorno: il sole oscurossi quasi interamente, non rimanendo che un mezzo dito del disco scoperto. Gli abitanti correvano per le strade gridando come insensati; i tetti ed i terrazzi erano coperti di gente; ed il mio alloggio era così affollato, ch'era impossibile il fare un passo dalla porta fino al luogo più elevato.
L'eclissi finì poco dopo mezzogiorno. Stavo pranzando quando mi fu annunciato che il figlio del kadi desiderava di parlarmi. Fattolo introdurre, mi disse, colle lagrime agli occhi, e nel più compassionevol modo, che la malattia di suo padre attratto non permettendogli di sortire, veniva egli in sua vece a pregarmi, poichè il buon Dio li aveva felicemente salvati dell'eclissi[16], d'avere la bontà di dirgli, se doveva ancora temersi di altra cosa. Io lo rassicurai, come seppi meglio, e lo rimandai soddisfatto.
Non è possibile persuadere a queste genti, che si possono saper fare osservazioni e calcoli astronomici, senza essere astrologo, e senza saper dire a ciascuno la sua buona o cattiva sorte. Io mi abbattevo ogni giorno in taluno che mi pregava a dargli indizio delle cose perdute o rubate, altri a chiedermi la guarigione di un'ostinata malattia; i più discreti si limitavano a domandarmi una preghiera per loro, o un Flous, o piccola moneta per conservarla come un prezioso regalo. Tanta è la costoro ignoranza che io mi affaticavo, ma con poco profitto, di guarirli da sì grande semplicità.
Determinai il giorno della partenza alla volta di Marocco. I miei amici tentarono ogni mezzo per ritenermi; le preghiere, le offerte, le cabale, gl'intrighi, tutto fu posto in opera: ma finalmente io diedi i miei ordini, presi commiato da tutti, e mi disposi a mantenere la promessa fatta al Sultano.