Domenica 4.
Queste malaugurate pioggie continuarono tutta la notte e tutto il giorno; ma non pertanto ci posimo in viaggio alle sette e mezzo del mattino verso l'O. S. O. declinando alquanto al S. O. Alle due e mezzo dopo mezzogiorno giugnemmo presso le mura di Salè. Per timore di ritardare il viaggio non volli visitare questa città; e varcato il fiume, entrammo in Rabat posta sulla riva sinistra.
Il paese presenta da ogni lato vastissime pianure, il di cui terreno è fermato da un'arena rossa. Partito di buon ora, incontrai un bosco di lecci più piccoli, ma più fitti che quelli veduti il giorno avanti, fra i quali eranvi molti mandorli fioriti. Le altre piante non erano così abbondanti, e le poche che vi si vedevano incominciavano appena a dar segno di vegetazione. Finalmente a mezzogiorno si sortì dal bosco, ed allora scopersi una vasta estensione di coste sul grand'Oceano Atlantico.
Il tempo era malvagio: la pioggia cadeva a torrenti, e soffiava un gagliardo e continuo vento d'ouest.
La città di Salè mi parve piccola, e tutt'altro che ricca, mentre a Rabat si vedono alcuni edificj molto ben fatti. Convenne impiegare un'ora e mezzo nel passaggio del fiume dovendosi scaricare, e caricare i muli. Venticinque in trenta battelli posti sulle due rive servono al passaggio: ogni battello vien condotto da un solo uomo provveduto di due remi. Il fiume può avere trenta tese di larghezza nel luogo in cui si attraversa, e non è che circa 300 tese lontano dal lido. — Al di sopra del passaggio eranvi ancorati tre bastimenti musulmani, ed uno francese di 80 tonnellate.
Appena sbarcato a Rabat feci avvisare il governatore del mio arrivo, il quale mi spedì subito uno de' suoi ufficiali per complimentarmi, e dichiararmi esente dal pagamento del pedaggio sul fiume. Fui alloggiato nell'alcassaba, ossia castello, che ha una sorprendente veduta tanto dalla banda di terra, che da quella di mare. Poco dopo arrivato in castello, il governatore mi spedì un'abbondante provvisione di viveri e di foraggi, ciò che praticò ogni giorno finchè rimasi a Rabat.
I giorni 5 e 6 furono assai belli, onde potei determinare con osservazioni sicure la posizione di Rabat, a 34° 57′ 30″ di latitudine settentrionale, e di 8° 57′ 30″ di longitudine meridionale dall'osservatorio di Parigi.
Rimanemmo cinque giorni a Rabat per ristorarci dai patimenti sofferti per le pioggie, e per le cattive strade tanto dagli uomini che dalle bestie. Rendevasi pure necessaria la riparazione delle tende assai danneggiate, e nuove provvigioni per il viaggio.
Il ricevere e render visite occupò tutto il tempo della mia dimora. Il visir Sidi Mohamed Salaavi che trovavasi a Rabat mi regalò un bellissimo hhaïk.
Non altro rimane dell'antico splendore marittimo di questa città che qualche capitano appena capace di dirigere un grosso bastimento, di modo che volendo il sultano armare alcuni bastimenti di mediocre portata difficilmente troverebbe abbastanza uomini per governarli. Ma se le cognizioni marittime degli abitanti di Rabat devono servire a ripristinare l'antica pirateria, è desiderabile che non cerchino di occuparsene.