Le case sono meglio fabbricate, e promettono più che quelle delle altre città, ma l'interna loro distribuzione è la medesima. Siccome Rabat è posta sopra un'eminenza, le strade sono ripide, ed incomode. Sembra che questa città fosse destinata a diventare la capitale del celebre Jacob El-Mansour[18]; e perciò le sue mura guarnite di torri girano un immenso spazio occupato da bellissimi orti ben irrigati. Colà trovasi il sepolcro del Sultano Sidi Mohamed, padre dell'attuale Sultano, situato in una piccola cappella ch'io visitai. Il castello in cui io alloggiavo è posto all'estremità occidentale della città: nel punto più elevato avevo un grande terrazzo, di dove lo sguardo vagava sull'immensità dei mari, sul fiume, e sulla campagna. Sgraziatamente così ridente e deliziosa vista viene qua e là rattristata da considerabili rovine che attestano il decadimento della passata prosperità.

Nella parte orientale della città vedonsi tuttavia gli avanzi dell'antica Schella, che il sig. Schénier suppone essere stata la metropoli delle colonie cartaginesi. Leone chiama questa città Salla, e Marol Mansalla. Io avvertirò a questo proposito che in vicinanza di tutte le città verso il quarto di S. E. trovasi un luogo chiamato El Emsàlla destinato alla preghiera pasquale. Lascio che tutti interpretino a modo loro questa coincidenza di nomi. Schella è circondata da altissime mura, ed ai cristiani non è permesso d'entrarvi. Contiene i sepolcri di alcuni santi; e quello d'El-Mansour è collocato in una bella moschea assai frequentata. Quand'io vi andai per visitarla, era così piena di donne, che durai fatica per entrarvi. La scesa della montagna a piè della quale trovasi il tempio pare veramente fatta per incanto; vi si vedono molt'acque limpidissime precipitarsi fra roccie coperte di rose silvestri, d'aranci, di cedri, e di altre piante aromatiche, che spargono una deliziosa fragranza.

Sortendo dalla moschea feci un giro entro i giardini d'agrumi situati sulle sponde del fiume, che sono proprio un'immagine del giardino terrestre. Gli alberi quasi sempre coperti di fiori e di frutti, spargono un grato odore, ed offrono i più dilicati frutti: gli aranci sono così fitti, così grandi, così fronzuti che vi si passeggia sotto di bel mezzogiorno senza vedere il sole, e senza sentirne gli effetti. La sorpresa che mi fecero i giardini di Rabat fu tale, che io li preposi per ogni rispetto ai più famosi d'Europa, a fronte dell'estremo lusso dei cristiani. Dal centro di questi giardini io m'imbarcai per fare un giro sul fiume entro una scialuppa a molti remi diretta da un capitano di galea, che me l'aveva fatta preparare.

La città è difesa verso il mare da alcune batterie, ed il suo porto non è esposto che ai gagliardi venti d'ouest. A Rabat trovansi acqua e viveri assai buoni, e pane eccellente. Gli abitanti hanno molta vivacità, ed intelligenza, e sono più speculatori che nelle altre città. Vi si trovano alcune famiglie che si dicono discendere dagli Spagnuoli rifuggiati in Affrica a diverse epoche, per sottrarsi alle persecuzioni de' loro compatriotti. Sidi Matte Moreno appartenente ad una di queste famiglie è il solo letterato dell'impero che abbia alcune cognizioni astronomiche, antichissime, gli è vero, ma non pertanto fondate sopra buoni principj. Il suo eccellente carattere, il suo spirito, me lo fecero apprezzare assai: onde gli regalai un sestante, un orizzonte, ed alcune tavole astronomiche, delle quali gliene indicai l'uso.

CAPITOLO XIII.

Viaggio a Marocco.

Alle dieci ore del mattino di sabbato 10 marzo io sortj da Rabat per passare a Marocco. La strada era prima a S. S. O., poi a S. O. fino alle tre ore dopo mezzogiorno, in cui declinò più all'O. S. O. da che ebbimo attraversato il fiume Yatkem. Alle cinque della sera si fece alto presso ad un dovar. Qui la strada asseconda la spiaggia del mare, sparsa di scogli inaccessibili, e furiosamente battuta dalle onde quando ancora il tempo è tranquillo.

In questo paese composto di basse colline di roccia calcarea la vegetazione trovavasi molto avanzata, e tutto il littorale sparso di bellissimi fiori; onde vi raccolsi varie piante molto interessanti per arricchire il mio erbolajo.

Il suolo è formato di terra arenosa con poca argilla, e qualche parte d'ocri. La spiaggia vedesi tutta coperta di frammenti di conchiglie estremamente piccole, e delle quali malgrado le mie attente ricerche, non mi riuscì di trovarne una sola intiera.

Eranvi presso al mio campo due grandi rupi assai notabili terminate in punte acute perpendicolari e formate di strati obbliqui ineguali, avvicendati di cristalli misti di quarzo, che formano altresì delle vene ramificate negli strati d'ardesia argillosa: e questa è la prima roccia d'un aspetto primitivo di tale specie, che io finora abbia trovato in Affrica.