Il vento mancò affatto, ma la corrente portava all'E.
Domenica 20.
La calma continuò, ed alle nove ore del mattino avevo la longitudine di 1° 27′ 30″ di Parigi.
Lunedì 21.
Si virò di bordo al N. con leggier vento di S. E.
Martedì 22.
La fregata proseguì avanzandosi al N. fino a breve distanza dall'isola Formentera, ove prese la direzione di S. O. Si camminò quasi ad O. S. O. fino al cadere del sole, ed allora si volse la prora all'E. N. E.
Mercoledì 24.
A mezzogiorno si ripiegò a S. E. ¼ E.
Rinfrescandosi il vento alle tre ore dopo mezzogiorno il bastimento si trovò in mezzo ad una straordinaria meteora. Il mare s'alzò tutt'ad un tratto, ed invece di muovere le onde sulla superficie le une dietro le altre, l'acqua slanciavasi verticalmente in piramidi o coni diafani a punte acute, le quali sostenevansi lungo tempo senza piegare da veruna parte, finchè cadevano perpendicolarmente sopra se medesime. La cagione di questo fenomeno, che s'avvicina assai a quello delle trombe, parvemi prodotto dalla elettricità di alcune grosse nubi che ci stavan sopra, ed esercitavano così violente attrazione per equilibrarsi alla elettricità del mare. In pari tempo rinforzò il vento, onde il vascello saltellando a traverso di queste acute piramidi ne faceva sentire spaventose scosse accresciute dal volume dell'alberatura affatto sproporzionato al corpo del bastimento; e perchè erano aperte le cannoniere, entravano da ogni banda torrenti d'acqua. Non eranvi sgraziatamente che due pompe; una del tutto inservibile, e l'altra in cattivo stato, onde non veniva assorbita che una piccola quantità d'acqua. I pertugi, e condotti onde doveva uscire l'acqua al di sopra della tolda e de' ponti, erano chiusi dalle balle di mercanzia, e dalle spazzature, perciò l'acqua ch'entrava a torrenti, e non poteva uscirne minacciava di affogare ad ogn'istante il bastimento. Il fondo della stiva era sott'acqua, e non vedendosi veruna terra, non si aveva alcuna speranza di soccorso. I marinai, ed i passaggieri atterriti erano saliti sopra la tolda persuasi di dover soccombere. Si chiusero le cannoniere alla meglio, e gettaronsi in mare le balle, e gli effetti che potevano sopraccaricare la nave. Tutti travagliavano intorno alla sola tromba, che poteva ancora servire, e si ottenne con infinita pazienza e fatica di sbarazzare alcuni dei condotti onde dare sfogo all'acqua. In pochi momenti la fregata erasi sensibilmente alleggerita; ma a fronte di ciò e malgrado gli sforzi dell'equipaggio, la nave periva infallibilmente, se la meteora in vece di soli dieci minuti avesse avuto una maggior durata.