Mercoledì 16.

La mattina s'alzò un vento d'O. S. O. A mezzogiorno eravamo nello stretto di Gibilterra, e due ore dopo tra Gibilterra e Ceuta, di dove vedevansi le due città in una prospettiva assai pittoresca. Il campo Spagnuolo in faccia a Gibilterra formato di tende e di baracche, la città di S. Rocco posta sopra un rialto, ed Algezira che vedevasi a traverso una punta di terra, formavano un sorprendente quadro. Trovavansi nel porto di Gibilterra una squadra inglese, ed un convoglio.

Si seguì tutto il giorno il rombo quasi all'E. col medesimo vento.

Giovedì 17.

La notte il vento rinforzava con molto travaglio della fregata: l'acqua passava sopra il ponte, e ne penetrò ancora nell'interno. La mattina si scoprì Capo di Patta, che si trapassò alle due ore dopo mezzogiorno; e dopo si prese la direzione del N. E.

Venerdì 18.

La mattina per tempo si vide il Capo di Palos. Gli eravamo già sopra quando il capitano fece tirare al S. per dare la caccia ad una nave che aveva l'apparenza di voler sottrarsi alla nostra visita. La raggiunse ad un ora dopo mezzogiorno: era un brick svezzese. Al cader del sole eravamo ai 37° 15′ di latitudine N., e 2° 47′ 30″ di longitudine O. dall'osservatorio di Parigi.

Sabbato 19.

Durante la notte il bastimento erasi avanzato assai poco, e la mattina faceva quasi calma. La nostra direzione era all'E. ¼ S. E.

Alle quattro della sera si scoprì una catena di montagne della costa dell'Affrica, ed alle cinque la mia longitudine 1° 37′ 30″ O. dell'osservatorio di Parigi.