I principali impiegati sono l'hasnadàr, ossia tesoriere, il guardian bàchi capo e maggiorduomo di palazzo, il Kiàhia, luogotenente del Pascià, il quale occupa un magnifico sofà nel vestibulo; poi il secondo Kiàhia, cinque ministri incaricati di diversi rami d'amministrazione, l'agà de' Turchi, ed il generale della cavalleria araba. La guardia del Pascià è composta di trecento Turchi, e di cento mammaluchi a cavallo.
Ad eccezione delle guardie, il Pascià non mantiene verun'altra truppa regolata in attività. Allorchè deve sostenere qualche guerra, aduna le tribù arabe che si presentano colle loro bandiere o stendardi in sul davanti; e può in tale circostanza mettere in piedi dieci mila cavalli, e quaranta mila pedoni.
Abbiamo già detto che l'ammiraglio del Pascià è un rinnegato inglese ammogliato con una sua parente. Le sue forze marittime consistono ne' seguenti legni.
| 1. Fregata o corvetta di cannoni | N.º | 28 |
| 1. Idem di | » | 16 |
| 3. Sciabecchi di 10 cannoni ciascuno | » | 30 |
| 1. Saica di | » | 8 |
| 2. Galeoni di sei cadauno | » | 12 |
| 1. Piccolo sciabecco di | » | 4 |
| 1. battello di | » | 1 |
| 1. Galeotta di | » | 4 |
| In tutto 11 bastimenti, e cannoni | N. | 103 |
A quest'epoca si fabbricavano due altri galeoni, lo che formerà un totale di 13 bastimenti armati.
Tripoli contiene sei moschee del primo ordine con torri, e sei moschee minori.
Magnifica veramente è la grande moschea, e di elegante architettura: il tetto tutto formato di cupolette viene sostenuto da sedici maestose colonne doriche di un bel marmo grigio, che mi fu detto essere state prese sopra un bastimento cristiano. Fu fabbricata dall'avo di Sidi Youssouf. Questo tempio, siccome gli altri ch'io vidi a Tripoli, non sono di quella meschina architettura che rimarcai a Marocco. La loro elevazione non manca d'imponenza; ed in tutte sonovi all'usanza delle chiese Europee, alcune tribune alte per i cantori. Tutte le moschee sono coperte di tappeti, mentre che quelle di Marocco, non esclusa pure la moschea del palazzo imperiale, sono coperte di stuoje: quella di Muley Edris a Fez è la sola che abbia tappeti.
Le torri di Tripoli sono di forma cilindrica, assai alte con una galleria circolare nella parte superiore, di mezzo alla quale alzasi una torricella, o garetta. Dalla galleria il mudden suole chiamare il popolo alla preghiera.
A Marocco il culto è più semplice, e più misto; qui più complicato, e pomposo. Il venerdì a mezzo giorno danno cominciamento alla cerimonia molti cantori che intuonano alcuni versetti del Corano. L'imam sale la sua particolar tribuna, che consiste in una semplice scala come a Marocco, colla diversità che a Tripoli è di pietra, colà di legno. Recita una preghiera sotto voce in faccia alla muraglia, ed in appresso volgendosi al popolo, canta un sermone coi medesimi trilli e cadenze proprie di certe canzoni Spagnuole dette polo andalous. Parte del sermone è variabile, ed il predicatore canta leggendo il suo manoscritto; l'altra parte che è sempre la medesima viene recitata a memoria, con alcune preghiere ed altre formole di pratica, che canta sul medesimo tuono.
L'imam infine del suo sermone voltasi con affettazione verso il meherèb, o nicchia che sta alla sua diritta, cantando una preghiera in più alto tuono: indi voltandosi alla sinistra colla stessa affettazione, ripete la medesima preghiera: scendendo due o tre gradini della scala recita alcune preghiere per il pascià e per il popolo, infine d'ognuna delle quale il popolo risponde amen; finalmente, nel tempo che canta il coro, l'imam scendendo al mehrèb, recita la preghiera canonica col popolo, come costumasi a Marocco. Le grida che si fanno dalle torri per l'adunanza del popolo sono a Tripoli meno gravi che a Marocco, perciocchè in alcune moschee sono i ragazzi che fanno le funzioni di mudden, cosa che non eccita troppa devozione.