Nel tempo del Ramadan non si odono le trombette funebri che si usano a Marocco; ogni notte vengono illuminate le gallerie delle torri ove i mudden cantano alcune lunghe preghiere.

Le moschee possedono case e terreni provvenienti da donazioni volontarie: queste entrate servono al mantenimento dei ministri e degli altri impiegati nelle cose del culto.

Il muftì è il capo della religione, e l'interprete della legge. Stan sotto di lui due kadì, uno per gl'individui del rito ehanefi, l'altro per quelli del rito maleki.

La composizione dei tribunali del muftì e delkadi è veramente una istituzione rispettabile Questi giudici sono incorruttibili, e tutti i loro ministri sono mantenuti coi proventi delle moschee.

Sonovi in Tripoli tre prigioni, una per i Turchi, e due per i Mori, ma sono male governate ed i prigionieri sono obbligati a mantenersi del proprio, o col prodotto della carità pubblica.

I negozianti e gli oziosi sogliono riunirsi in un caffè; ed il basso popolo in due altri d'un ordine inferiore. Da pertutto vi si prende il caffè senza zuccaro.

Vi sono pure alcune taverne ove si vendono vini e liquori dai Mussulmani medessimi, che non si fanno scrupolo di beverne ancor essi malgrado la proibizione della legge. Questo ramo di pubblica entrata produceva all'erario centomila franchi.

Il mercato è assai ben provveduto, ed i viveri si vendono a prezzi moderati. Vi si trovano eccellente pane e carni, non così i legumi. I Tripolitani fanno il couscoussou meno fino che a Marocco; essi usano molti altri grani, alcuni de' quali provengono dall'interno dell'Affrica. Il paese produce l'olio necessario al suo consumo.

La terra è comune come a Marocco, purchè non sia circondata da qualsiasi siepe; e trovansi varj abitanti che possiedono quindici ed anche venti poderi chiusi; e mi fu detto averne uno bellissimo il Pascià. Mancando acque correnti s'innaffiano i giardini coll'acqua salmastra de' pozzi, che si attigne con una macchina posta in moto dai muli.

I Giudei che hanno in Tripoli tre sinagoghe sono assai meglio trattati che a Marocco. Sono circa due mila che vestono alla musulmana, e solo la berretta, e le pantofole devono essere nere, ed il turbante ordinariamente turchino. Si contano fra questi circa trenta famiglie ricchissime, gli altri sono artigiani, orefici ec. Il commercio d'Europa è quasi tutto nelle loro mani: essi corrispondono principalmente con Marsiglia, Livorno, Venezia, Trieste e Malta. Vi sono pure alcuni negozianti mori tra i quali Sidi Mehemet Degàiz primo ministro del Pascià, che ha fama d'avere in circolazione un milione di franchi.