Se sono sincere le notizie che ho potuto raccogliere, la bilancia del commercio di Tripoli coll'Europa è a suo vantaggio, perchè le esportazioni eccedono d'un terzo il valore delle importazioni; ma il suo commercio col Levante e coll'interno dell'Affrica conguaglia i vantaggi di quello d'Europa. Riunirò altrove le particolarità del commercio di questa città con quello degli altri paesi.

Le misure ed i pesi che vi si adoperano sono inesatti come a Marocco, tanto per la grossolana loro forma che per mancanza d'un tipo originale.

Dietro un grande numero di confronti diretti ho trovato i seguenti risultati.

Il pik o gomito di Tripoli, detto dràa è la base d'ogni loro misura: corrisponde a venticinque pollici, nove linee e mezza del piede Parigino.

L'Artàl o rottla a sedici oncie, sei grossi, e 54 grani del peso di Parigi.

La misura dei grani è chiamata ouiva, ma perchè riesce incomoda a cagione della sua grandezza, adoprano d'ordinario un'altra misura che non è che la quarta parte.

Questa misura di capacità, quarto ouiva, è un vaso di legno che ha la figura di cono troncato fatto assai grossolanamente. Dopo fatte le possibili riduzioni trovai che la sua capacità era uguale a pollici cubi di Parigi 1200. Ma perchè si usa di colmare la misura, devono aggiungersi 130. Onde questa misura colla colmata contiene del piede Parigino 1330 pollici cubi.

Tali sono i piedi e le misure da me paragonati; ed avuto riguardo ai mezzi di cui mi sono servito, ho motivo di lusingarmi che i miei risultati siano più esatti di quelli avuti precedentemente.

Le monete in corso a Tripoli sono le seguenti:

In oro