Poi ch'ebbi mangiato, presi congedo da questi buoni vecchi, e continuai questa penosa strada a traverso di aspre montagne fino ad Abougos, posto in miglior paese, ed alle sei ore arrivai a Ramlè. Le montagne di Gerusalemme fino ad Kariet sono quasi affatto sterili; a Kariet incominciano le vigne, poi piantagioni d'ulivi, e belle foreste di alberi fino ad Abougos La soggetta pianura era tutta coperta di frumento già mietuto, di tabacco, e di frumento della Guinea.
All'indomani 30, partii alle cinque ore e tre quarti, e prendendo la strada di Far e Nazour, arrivai verso le nove a Giaffa, piccola città regolarmente fortificata, capace di buona difesa, e provveduta d'artiglieria, con guarnigione turca e mogrebina.
Il porto non ammette che i piccoli bastimenti che fanno il cabotaggio della Siria, ed i grandi restano in rada sopra una sola ancora per prendere il largo al primo vento essendo la costa troppo aperta. M'imbarcai la stessa sera sopra un battello che fece vela alle nove della sera, e scesi a terra nel porto di S. Giovan d'Acri il giorno susseguente.
Questa piccola città, dai musulmani detta Akka, assai celebre in tempo delle Crociate per la comodità del suo porto, si distinse ultimamente per la bella difesa fatta contro i Francesi; dopo la quale epoca le sue fortificazioni vennero notabilmente migliorate. Il suo porto è molto angusto, ma la rada può contenere numerose flotte. La sua moschea fabbricata dal Pascià Diezzar è tanto gentile, che si assomiglia più ad una casa di delizie, che ad un tempio.
Altra volta era provveduta di eccellente acqua che derivava da lontana sorgente; ma il governo turco non ha fin ora pensato a rimettere l'acquedotto rovinato dai Francesi in tempo della spedizione d'Egitto: onde gli abitanti sono ridotti a bere l'acqua de' pozzi carica di salenite, e pesante come il piombo.
Diezzar Pascià, per quanto mi fu detto, diede prove in tempo dell'assedio de' Francesi, di valore e di fermezza; ma egli era mamelucco, ed educato soltanto nel mestiere delle armi, onde fu estremo nel male e nel bene, non conoscendo la via di mezzo.
Gli Europei hanno in Acri molta libertà, e vi sono rispettati assai, tanto dal governo che dagli abitanti turchi ed arabi. La città è situata nel lato settentrionale d'una vasta baja in faccia al mezzogiorno: e nel tempo della mia dimora il caldo era insopportabile. All'estremità meridionale della baja vedesi il monte Carmelo che prolungasi nella direzione di E. O. fino al mare, ed ha sulla cima un monastero greco dedicato a S. Elia, ed un altro più basso dei cattolici sotto lo stesso titolo, e tra l'uno e l'altro una moschea turca parimenti sacra al Profeta Elia.
Il 6 agosto decisomi di andare a Nazaret, mentre in compagnia di alcuni amici usciva di città, fui attaccato da una vomica spasmodica, dalla quale mi liberai in poche ore con una dose d'emetico, che fortunamente conservava ancora nella mia piccola spezieria. Fu questo il terzo attacco di bile ch'io soffersi in trentotto giorni, il primo al Cairo, ed il secondo a Gerusalemme.
Mi posi in viaggio il giorno 7 alle sei ore del mattino, prendendo la strada all'est per un terreno prima piano, poi montuoso, di tratto in tratto coperto di alti alberi, e sparso di casali circondati da campi e da prati. Trovandomi ancora assai debole camminava lentamente temperando la noja della strada coll'osservare le numerose greggie che pascolavano su quelle pendici.