Restituii la lettera a Rosalba in un perplesso silenzio, sorridendo entro me stessa ad una mia maligna supposizione, ma sollevando con lentezza stupefatta le spalle come chi si sente sperduto fra gli oscuri meandri di un enigma indecifrabile.

— Che ne pensi? — domandò ansiosa la mia amica.

— Non penso nulla e capisco soltanto che questo sfogo erotico-sentimentale è giunto a te per errore. Tuttavia, non mi posso persuadere che quella donna sia stata così imprudentemente distratta da chiudere in una busta indirizzata a te la lettera scritta per un amante.

— È ciò che anch'io mi ripeto da alcune ore senza giungere ad una conclusione, — confermò Rosalba alzandosi e passeggiando inquieta pel vasto studio di suo marito, con gli occhi fissi ai fiori mostruosi del tappeto e una ruga sulla fronte, come se riflettesse profondamente.

Meditammo entrambe con una taciturna intensità d'alcuni minuti, finchè io scattai in piedi esclamando:

— Ho capito: è la censura.

— La censura?

— Certo. Quella busta fu aperta da una mano profana e letta da una persona alla quale tornava del tutto indifferente che la signorina Frida Wok scrivesse una lettera di gratitudine a te ed una lettera d'amore a.... ad un altro. L'importante per il censore era che non contenesse notizie di carattere politico e guerresco. La signorina Frida dev'essere una cattiva tedesca perchè desidera la fine della guerra per tornare nella casa dei suoi nemici, o meglio dei nemici della sua nazione, coi quali ella si trova in perfetto accordo. Sono questioni d'ordine affettivo di cui la censura non si interessa o se ne interessa così poco e così male che con la più noncurante sbadataggine confonde i destinatari e dirige alle amiche le parole d'amore ed agli innamorati le parole di amicizia. A meno che il censore non sia uno psicologo malvagio, o un autore di commedie fallito, o un marito geloso, il quale si diletti di queste confusioni per far nascere complicati drammi familiari.

Non appena ebbi pronunciato questi apprezzamenti me ne pentii, perchè Rosalba mi spalancò in faccia le sue iridi azzurrine e mormorò sgomenta:

— Ma allora, credi veramente anche tu che quella lettera fosse destinata a....