S'interruppe ansando, quasi intimorita dalle parole stesse che stava per pronunciare, interrogandomi con lo sguardo.
— A chi? — la incoraggiai, sorridendo con un simulato candore.
— A mio marito — ella finì in un soffio di voce.
Irruppi in una gioconda risata, protestando con energia:
— Ma tu sogni, mia cara. Io non pensavo affatto a tuo marito e sono ben lontana dal supporre che un uomo il quale ha la fortuna di possedere una piccola moglie come te, abbia potuto distrarsi con una ragazza stipendiata, con quella walchiria da strapazzo che ti è, sotto tutti gli aspetti, infinitamente inferiore.
— Ne sei certa? — dubitò Rosalba, non per anche persuasa dalla mia impetuosa eloquenza.
— Metterei la mia destra sul fuoco, come Muzio Scevola, — insistetti porgendo la mano con gesto drammatico. — D'altra parte, esiste un semplice mezzo per assicurarsi della verità.
— Quale?
— Se tu hai ricevuta la lettera destinata all'innamorato di Frida Wok, l'innamorato di Frida Wok ha ricevuta evidentemente la lettera destinata a te. È chiaro?
— Chiarissimo. Ma non vedo come....