— Che l'amante era un altro.
— Precisamente.
— Mentre eravate voi.
— Precisamente. Ossia, amica mia, ve ne prego, non compiacetevi di cogliermi in fallo. Aiutatemi piuttosto e consigliatemi. Come posso persuaderla che s'inganna sospettando la mia infedeltà?
Crollai il capo ridendo, divertita del suo turbamento, agitando nell'aria i foglietti gualciti tratti dianzi dal fondo della sua tasca e glieli riconsegnai, suggerendogli a bassa voce, con un'aria di complicità allegra:
— Strappate o bruciate questa lettera e non confessatele mai ch'essa è giunta stamane al vostro indirizzo.
M'ero avvicinata alla finestra e scorgevo di sotto alle tendine abbassate la mia amica Rosalba appoggiata a un albero del giardino, con un viso pieno di trepida ansietà e gli occhi fissi sulla vetrata chiusa dello studio, come se attendesse di là il responso estremo sulla propria sorte.
— Mi crederà? — chiedeva intanto suo marito, riducendo in minutissimi brandelli le espansioni epistolari di Frida Wok.
— Sì, perchè il suo desiderio di prestar fede alle vostre menzogne è almeno tanto grande quanto il vostro desiderio di essere creduto. Le verità sono quasi sempre le nostre peggiori nemiche, le intriganti litigiose che si intromettono nelle cose nostre più intime e più care per suscitar gelosie, diffidenze e rancori.
Egli mi porse le due mani, pienamente convinto della scettica forza di quel ragionamento e strinse con forza le mie, mormorando con una sorridente emozione: