— Non so, non so, parli, Dio mio, io non so....

Ella balbettava ormai fra i singhiozzi sotto il suo fitto velo nero, con una piccola voce di bambina sperduta che non sa ritrovarsi e guardava la suora coi suoi grandi occhi chiari rimasti limpidi e belli nel povero volto devastato, con una muta domanda che chiedeva e insieme temeva la risposta.

La monaca ebbe ancora una pausa di perplessità, quindi le circondò le spalle col suo braccio quasi temesse di vederla cadere e disse:

— Suo marito è cieco, signora.

Poi raccolse contro di sè la creatura dolorante, soffocò contro di sè il suo urlo selvaggio che parve un grido di strazio e insieme di liberazione.

PER UN BACIO.

Il giorno che Albertino Farri ebbe compiuto il suo ventunesimo anno di età fu visto passeggiare per le strette vie della città provinciale con un viso raggiante di allegrezza. La sua personcina dritta e svelta, la quale sorreggeva un visetto da topo nero e vispo, coi denti un po' sporgenti sotto il labbro superiore e gli occhi lucenti sotto le ciglia lunghe, aveva quella mattina scatti di così bizzarra vivacità che le persone posate e calme ch'egli incontrava si volgevano ad osservarlo con uno sguardo diffidente.

Ma egli non se ne curava e continuava ad aggirarsi dalla piazzetta della chiesa alla piazzetta del municipio con la sua inquieta andatura a sbalzi e a salti, tra brevi soste sorridenti all'angolo di qualche viuzza ombrosa di dove sbucavano le massaie sorreggendo a fatica la rete di spago ricolma d'ortaggi olezzanti.

— Ella dovrebbe giungere da questa parte, — rifletteva per un momento Albertino imprimendo con le dita un moto vertiginoso al suo leggero bastoncino di bambù e frugando la stradetta ombrosa con lo sguardo acuto.

Ma poichè ella dopo un minuto d'attesa non era ancor giunta, con una rapida giravolta e alcuni passi precipitosi Albertino correva a collocarsi presso un altro angolo a spiare con la medesima inquietudine gaia e impaziente s'ella apparisse.