a torno a torno con fulgor di cento

faci e la voluttà folle un momento

m'arda, mi strugga sui suoi roghi ignoti.

Più non m'apparterrò. Sarò la cosa

chiusa nel pugno del dominatore,

pel bene ch'egli spera e il mal ch'egli osa.

Ma, calmata l'angoscia dei desii

torbidi, tu, se non vuoi farmi orrore,

fuggi, e il tuo volto ed il tuo nome io oblii.

È TARDI