— Sorella, — disse, — d'uopo è pur celarla
questa ferita. È ben che occulta io giaccia:
ma tu, per quel ch'io tacqui e piansi, parla.
colei che dispera
E parve un'altra uscir da un suo stupore
di febbre, per pregar con voce spenta:
— Anche per me tu parla. Ch'io risenta
arder la voluttà del mio dolore,
ch'io ascolti, pel tuo labbro evocatore,
tremar questo desìo che mi tormenta,