la mèta fallace

Chiusa è la casa dov'io giungo alfine,

spossata dall'asprezza ardua dell'erta.

Ai cardini s'abbrancano le spine,

la casa è chiusa e la soglia è deserta.

Par ch'essa punga d'un suo muto e fine

sdegno chi sta fra timida ed incerta,

col petto ansante e con le ciglia chine,

e che del folle suo inganno l'avverta.

Che val sostare? Anima mia, che vale