—Mi pare….
—La tolgo dall'imbarazzo, marchesa. Platone da quell'amore metafisico calò alla terra, e amò la giovinetta Agatissa.
—Sarà stata bella?
—Ecco la natura umana!…. Dicevamo? Se mi lascia continuare le dirò….
—Dica.
—Le dirò che gli antichi non accettarono la sentenza di Platone: la poesia greca e la latina non sono velate. Sorse il cristianesimo, e illuminò le anime degne dell'Ideale: la gran folla fu travolta nelle turbinose vicende dell'evo-medio. L'amore platonico comparve nel duodecimo secolo, e sorsero i trovatori che inneggiarono la bellezza e i cavalieri che facevano voto di pugnare contro la forza brutale a difesa del sesso gentilissimo. Nei romanzi si disse tanto e tanto, ma…. Una colpa è dei novellieri, i quali crearono tante mandole da far credere che ogni cuore avesse cinque o sei o sette corde armoniche: mentre invece i cavalieri, che partivano per le guerre o le crociale o i pellegrinaggi, trattavano la donna come un usciere tratta un mobile impegnato, coi suggelli e coi visti. Natura umana! Venne il Petrarca:—La bellezza terrena sublima le anime nobili all'amore perfetto della bellezza celeste—e, così strimpellando, cantò, cantò, cantò: ma poteva anche lasciare qualche ninnananna (giacchè ha addormito i lettori) per addormire anche i suoi figliolini, lui…. che…. Messer canonico, chi ve li cullava i vostri, la bionda, la nera o la castagna?—Ogni anima gentile, sì, amando la donna di un altro, o fingendo d'amarla, dalla bertesca dei poeti ne lodava i rigori, i virtuosi rigori, o le compassionevoli concessioni: e così la donna-moglie e la famiglia furono lasciate ai poverini senza garbo, che temevano di avere alle tempia…. l'alloro. Dalla cavalleria platonica l'Italia ebbe l'ordine dei cavalieri serventi: servivano la dama, acconciavano il marito, che li eleggeva leali, devoti, a curargli il sacro deposito. Era il tempo delle calze rosate, delle giarrettiere a ricami, de' nei capricciosissimamente svelati o nascosti, e il servente doveva intendersene meglio d'una cameriera; e il marito saliva in Parnaso, accademico e gingillato, sotto il nome di cortese o di astemio…. Ai nostri dì? Le istituzioni sono varie: non hanno veramente una ditta: il capriccio svolazza fra mogli e amanti: e i mariti, distrutto il Parnaso, salgono agli onori o al palcoscenico. Natura, natura umana! Siamo di creta: gli è il guaio: e se nella nostra creta si fa uno screpolo, chi vi fa capolino? La testa del serpente che tentò Eva. Vede, nemmeno si può discorrere a modo, perchè oggidì la gente va, viene, sta, ride, piange: una confusione!…
—Ride anche lei?
—Dove siamo andati colle ciarle? A dir male dell'amore platonico, di cui fu detto troppo bene. Comincio a dubitare dell'amore platonico….
—Comincia? Grazie: con quello che ha detto! Finisca.
—Finisco con una cattiveria che ho letto in un libro. Sofia era un'amante poetica, ideale: e lui un bravo giovinotto che credeva alla espressione: amo la sola anima: come si vede, di poca esperienza, e sì che aveva due bellissimi occhi. Ma perchè mo' non si deve credere alla sola anima? Natura umana! È tempo di dire la vita com'è, di calare dalle nebbie dell'ideale: sono nebbie che danno le malattie, e queste lasciano il nervoso, e questo ha bisogno dell'idropatia. Dunque? Sofia e Gilberto: storia non mia.—Gilberto dal suo dovere fu chiamato sul campo, combattè, e perdette un occhio. Sicuro, sicurissimo tornò a Sofia: e lei? Fu donna, fece una smorfia che le impedì di vedere una medaglia al valore guerresco.—Ma dunque? non amavate l'anima?—Se gli occhi sono lo specchio dell'anima, come contemplerò io debitamente la vostra, or che ve ne manca uno?