Il flusso dei giorni fuggenti ha il riflusso delle memorie.
Sai tu che cosa è lo spirito? Troppe volte è la gola arrabbiata del serpe in cui la maldicenza ficca la sua saetta per trarnela avvelenata e scoccarla a tradimento.
Io non so che vita tu avrai. Te l'auguro felicissima: e somma felicità è poter lasciare un figlio. Ricordati: ch'egli impari tutto da te: il primo altare è il grembo di una madre, le prime panche di scuole le sue ginocchia, il primo raggio di poesia il suo sorriso.
I fiori crescono dappertutto, nei voluttuosi giardini degli harem, nei deserti cimiteri delle Alpi.
Le gioie intime che ti dà la religione saranno tanto più sante per te, quanto più cercate nella solitudine. Di esse sii custode con somma gelosia, nutrendo in te una soave mestizia. Nell'anima tua la croce del passato, piantata fra i fiori e gli spini, sotto il sole d'Iddio, protenda sempre l'ombra verso l'avvenire: a quell'ombra crescerà la viola della cara melanconia e sarà santa e profumata.
Per un fiore appassito nel libro dei ricordi rugiada è una lagrima di dolore.
Non passasti mai a sera davanti alla chiesa delle monache? Non udisti il canto delle litanie? Oh! prega requie per le povere morte-vive: pensa che quella poesia d'amore è più accetta a Lei se esce dalle bocche che cantano la ninnananna accosto ad una culla.
Se a sera cercherai un luogo solitario e nelle tenebre una stella che t'irraggi, proverai che l'anima non ha confini, che il campo dei ricordi si sposa all'azzurro delle speranze.
Quando verrà il giorno in cui troverai insufficente agli sfoghi dell'anima tua la formula di preghiera che t'insegnò la madre, t'accorgerai d'avere nel cuore la poesia stupenda che ti avrà versato l'amore, come torrente di lava.
Una parola di carità sulla bocca di uno scettico è come un fiore tra le mascelle di un cranio.