Sedesti sulla riva di un melanconico fiume, a sera, solitaria co' tuoi pensieri? Che ti dissero l'acque che passavano e passavano, l'acque che passeranno e passeranno?… O Dio! l'infinito è la desolazione!

Se il sole dell'amore non ci scalda il cuore negli anni della giovinezza, l'anima s'agghiaccia nel dubbio e bestemmia, delirando.—Chi sono? e perchè sono?—Addio! addio, tranquille e sante illusioni di un dì! Nel dubbio voi, fanciulle, consultate e consultate lo specchio, noi, giovani, apriamo lo scrigno: nell'anima inaridita nascono i tossici della solitudine, le invidie: e le invidie per chi? O Dio! per l'amica che sciupò i fiori della giovinezza, gettandoli nella carrozza di un milionario paralitico pei vizi; per l'amico che s'inchinò innanzi la giumenta d'oro. Addio! È sepolta la giovinezza al suono di due campane.—Odio a noi stessi, odio al nostro destino—: è sepolta desolatamente, e se ad essa si dovesse porre un'iscrizione, questa sarebbe—Semper pro me.—La trista virilità viene innanzi con tutta la ipocrisia della posatezza. Addio!…. Chi siete? Siete, o madonne, le arpie in cuffia e la bibbia vostra è il libro dell'avere: siete, o messeri, i mestieranti e nel cuore avete la bottega la più sozza. Andate, andate per la via fatale che vi è prescritta. Nessuno avrà dolore per voi: e perchè? Ma quando mai comprendeste l'amore? E l'amore è fede.

Se le squille dell'avemmaria, nel crepuscolo vespertino, ti straziano il cuore colla santa voluttà delle lagrime, oh piangi, evocando ricordi e suscitando speranze! Piangi e pensa che il tuo volto commosso sorride agli angioli, e gli angioli sorridono alla terra. In quell'ora non vi sono cattivi.

Ama la musica. Essa, come la religione di Gesù, affratella i felici e gl'infelici, i grandi e i piccoli, i belli o i brutti.

Piangi il partire delle rondini, piangi il cadere delle foglie. Confida che a primavera le rondinelle e le nuove foglioline ti portino nuove speranze.

La nausea dei sensi fu data ai bruti: all'uomo l'inestinguibile brama dell'infinito.

Sul libro della tua vita non hai che pagine candide: sono pochi i foglietti che hai svolto, incerti quelli che svolgerai. Se l'angiolo bianco, restituendo un dì il libro all'angiolo nero, trovasse fra le pagine un fiore, lo recherebbe alle fosse de' tuoi morti, dicendo:—Dio lo diede, è fiore di carità.

Se saprai tacere, saprai parlare. Il silenzio del savio è un gran libro chiuso.

Educa bene la mente. Se avrai figli, un giorno non ti chiederanno solo il pane del corpo.

La tomba è un leggìo sul quale la eguaglianza depone il volume chiuso d'ogni mortale, co' suoi fogli bianchi e neri: la verità rompe i suggelli e spalanca ai vivi le pagine un dì più nascoste.