TINT. Tu vuoi rubare? Ruba, dà fuoco, saccheggia, ma lasciami la figlia! (ruggendo, s'accinge alla disperata difesa dell'amatissimo corpo).
SECONDO. Noi siamo ai servigi della Repubblica. Mettete senno, o vi chiamiamo due alabardieri (s'avvia all'uscio).
TINT. La violenza a me?
PRIMO. È tempo sprecato (cinicamente)…. Ci chiamerete voi, quando vi accorgerete che vostra figlia ell'è come tutte le creature di carne ed ossa, destinate alla terra. Adesso le fate mille baci, ma domani….
TINT. (come chi scopre una terribile verità). Domani?… Ah!
PRIMO. E non so se avremo tempo.
TINT. Fermatevi!… (va al letto di Maria, e la guarda e la tocca con ansia paurosa)…. Quel pallore è tremendo!…. (imprecando e supplicando). Natura tristissima, che crei questi angioli per disfarli nel modo il più sozzo! Una figlia farà ribrezzo al padre? (ai Commessari)…. Voglio tenere il mio tesoro, finchè potrò (baciandola sicuramente)…. Ora posso ancora baciarla.
PRIMO. Ripasseremo ancora.
TINT. Quando?
PRIMO. Domani.