Oh chiudete me sotterra!

Non amo più le mie memorie.

SCHIZZI DAL MARE

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ACQUERELLI.

CARTA SCIUPATA.

Da Milano.

Prima di chiacchierare un pochino e di aprire un foglio solo del mio gramissimo albo, devo dirvi, o amici miei, che ai tanti di luglio dell'anno di grazia 187…, in una caldissima ora di mezzogiorno, io mi trovavo in un vagone di seconda classe: e devo dire che il conduttore aveva spalancato lo sportello, gridando:—Serravalle!—Viaggiavo da modesto baccelliere: avevo lasciato Milano e correvo inverso Genova. Da Genova, alla ventura, dovevo partire per qualche paese della riviera.

Ora che ho posto la data di luogo e di tempo, fedele come un notaro, permettete che io mi presenti a voi con una penna d'oca e una cartaccia in mano, come siete soliti a vedermi e a canzonarmi. Ma aspettate!… La penna, a vero dire, l'avevo già stizzosamente rosicchiata da un mezzo mese e già era caduta in minuzzoli e sfilacci sulle pagine del mio Codex repetitæ prælectionis: la cartaccia era nelle mie mani e sotto i miei occhi (e c'è ancora nel mio cassetto): e ve la spiego innanzi, avvertendovi che contiene tutta roba rubata. Ma per mia scusa dico che niente mi pareva di più naturale: cioè voler sapere qualcosa e volerlo con minore fatica. Se desiderate, leggete:

«Il paese compreso fra il Varo e la Magra, fra l'Alpi, l'Apennino e il mare chiamossi anticamente Liguria, e Ligustico il mare interposto fra le amene sue rive e la Corsica. Prima delle guerre e delle mutazioni di stato avvenute in Italia per effetto della rivoluzione francese del 1789, tutta quella contrada, divisa in Riviera di Levante, Riviera di Ponente e marchesato di Finale rinchiuso in quest'ultima divisione, e denominata la Repubblica di Genova, corrispondeva in grandissima parte all'antica Liguria: perciocchè la contea di Nizza e la signorìa di Dolceacqua, Oneglia e Loano erano in potestà del re di Sardegna; Monaco, Mentone e Roccabruna formavano un principato dipendente da una famiglia francese» et cætera: «E quantunque la repubblica signoreggiasse eziandio un tratto nella Lunigiana e una parte delle pendici settentrionali dell'Apennino verso la Lombardia, erano nondimeno i monti liguri feudi imperiali appartenenti a famiglie genovesi» et cætera: «Riviera di Ponente, di lunghezza littorale miglia 102: Riviera di Levante lunga miglia 60: e paesi al di là dei gioghi, come Novi, Carcare, Calizzano ed altri» et cætera: «Il clima di tutta la Liguria è salubre, temperato, favorevole alle produzioni più preziose dell'Italia. Il suolo non è generalmente fertile: in qualche luogo è coperto di foreste, o presenta pascoli deliziosi: in altri invece non offre se non nude ed aride rocce:» et cætera: come olii, vini, agrumi, castagne, fichi, mandorle ed altri frutti. «Le antichità più notevoli del genovesato sono: le rovine di Luni, presso Sarzana: di Libarna alle falde dell'Apennino e a settentrione di Genova: d'Alba Docilia (la moderna Albisola Superiore) e di Vado, poco discosto da Savona; il ponte romano….»