—Perchè?
—Speriamo.
—Fanciulle mestissime, non invidiate le fanciulle cantanti. Per esse e per voi questa via discende e non ha fiori: questo crepuscolo infosca ed è silente.
MATTINA.
Il mare, il cielo, i monti, tutto è d'un azzurriccio-perla.
Una barca peschereccia da prora a poppa è ninnata bel bello, come se in essa stia assopito un bambino inviziato al petto della nutrice. Non ha vele, nè remi: la linea di sommersione è quasi fosforescente: dal bordo filettato di luce vien giù la catena dell'ancora a perdersi nelle smorte profondità, colle anella pallide, intorno a cui danno del muso i pesci, s'appiccica qualche floscia medusa, e si gonfia alternamente l'onda. Il catrame spalmato, il legno stillante di globulini d'acqua, il ferro degli attrezzi riflettono l'azzurriccio-perla. Fumiga in prora un lampione spento, con una striscia nerastra e grassa che si sfilaccia su nel freddo aere…
Dal fondo della barca si è svegliato il pescatore, e sorge anche la sua donna: serenarono felici; lui, attuffato nel sonno; lei dormicchiando a gomitello.
O fanciulla, fanciulla, mia bionda fanciulla! Quand'io, melanconico e sorridente, vorrei dirti:—Vieni al mare! Ti mostrerò il cielo su cui si smorzano l'ultime stelle, e tu mi dirai le tue poesie d'Iddio e dell'amore!—in quell'ora in cui il tremolio antelucano dei colori aperti bacia nell'anima i desideri castissimi, il pescatore grida alla sua donna:—Su, rappezziamo le reti.—S'ella si stropiccia gli occhi, egli, scherzando, le tende le manacce: sulle palme luccicano le squame dei pesci: ecco un cielo stelleggiato: sulle palme contando i soldi, n'andranno le squame; ecco l'alba….
Nella barca si drizza uno stendardo di reti: le maglie rossastre dondolano fiaccamente sulle sfondo de' monti, del cielo, del mare, tutto d'un cangiante celestognolo che ai primi raggi si spolverizza d'oro da ventiquattro carati….