Vado.

—Bisogna metter giudizio, figliuolo caro, e…. almeno almeno, mi dico io, visitare i Rr. Pp. Scolopi di Savona.—Sì, sì, quando ci ritornerò: ora a Savona ho date le spalle, sono ad un'osteriuccia di Vado, dove aspetto l'omnibus che mi faccia viaggiare verso il formidabile capo di Noli. Sì, sì…. Oste, o l'oste, dammi un bicchierino!

Sono a Vado: Vada Sabata, Vada Sabatiorum, o Sabatium, Sabata, Sabatium. Sabatium era costrutto sulle falde del monte: al basso appestavano l'aria le tristi paludi. Sia che il mare si discostasse dalla spiaggia, depositando un guanciale arenoso, sia che Adriano o Antonino o Augusto quivi dessero mano a lavori suntuosi per continuare la strada Emilia Ligustica, il fatto è che la città s'accomodò sul lido, prese il nome di Vado, crebbe, si stemmò poi colla mitria arcivescovile e….

Ho dimenticato qualcosa pel mio professore dagli occhiali d'oro, che mi tiene la sua santa mano in capo?

No: il latino c'è: Bruto che scrive a Cicerone, parlando dei Vada Sabatiorum: «Constitit nusquam prius quam ad Vada veniret, quem locum volo tibi esse notum. Iacet inter Apenninum et Alpes impeditissimus ad iter faciendum.»

* * *

La costa di Vado mi appare arsiccia. Sotto quest'ora prossima al meriggio, tra i visacci bruni che popolano l'omnibus (tutti visacci!), sporgendo il capo da una finestretta, nel polverone, vedo qualche palma che si allunga e si strataglia sulle nubi focate, sorgendo tra mezzo a casette calcinate dal sole, e poi nelle lande ferrugigne qua e là delle grandi fornaci che mi sembrano moschee, dadi stracotti col cupolone di creta. In fondo, alla spiaggia, i colori più caldi sono come ruvidamente tagliati fuori dal quadro da una spranga di turchino buio, azzuolo, più che azzuolo, dal mare che a st'ora addensa un colorone, quale non è su alcuna tavolozza.

Davanti a questo spettacolo non c'è pace, non c'è ammirazione.

No: l'anima mia s'ammala di desideri, e, ferventissima e impotentissima, ribolle e si spossa d'inutili sogni. O mare! o cielo! o sole! E voi, Aquiloni della Grecia, Marôut dell'India, Keroubim della Giudea! O vento del Gulf Stream, vento elettrico del Giappone, vento dell'equatore, pampero del Chilì, harmattan dei Cafri! Mare, dove ti perdi? Tu, cielo, quanti dii alberghi, all'insegna del sole, delle stelle e della luna piena?… Voi, venti, quante preghiere dissipate nella pazza vastità degli spazi?

Vorrei sedere alla spiaggia…. e vorrei credere…. e volare e salire….