Lauda, Saona, lauda Dominum. Viri Vadi fundaverunt eam In tempore dispersionis eorum.

Ma come stridi, marinara, che ti sei fatta mesta? Questo è latino di chiesa? Canti così? Sei consorella? Non voglio più sorelle! Cambia tono, e vinci la tinta del mare colla voce…. Musica e pittura!… Voglio la canzone che canti con tutti i pescatori della spiaggia! Non sono, ve', geloso per una femmina!?

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—Dove vai?—grido io spaventato:—Mi lasci proprio adesso?—Mi dia il mio guarnellino—gridi tu.—Dove vai?—È mezzogiorno: vado alla fornace.—Alla moschea, là?—Sì.—Chi c'è?—Il mio babbo.—Le Uri non hanno babbi….—E poi pensandoci: e sono tutte bianche, e vogliono guanciali con piume di cigno e non ghiaia, sigarette muschiate non pipe, e pascià…. non scolari di Scolopi….

Se alla sera fossi ancora alla spiaggia colla fanciulla nerissima, pregherei il mare che ci sguazzasse un po'. Che sbuffi da cratere! Che luna color di rame! Che bruciaticcio di fornace!

Oh poveretto me! non ho abbozzato una macchia: il mare avvalla, la spiaggia si slontana…. Dove sono? A chi racconto la mia istoria platonica? A chi comando un altro bicchierino di rhum?

Ahi!… ahi!… ahi!… Che altalena è questa?

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Poscritto. X luglio. Vado.—Scrivo colla mano sinistra, perchè la destra l'ho trovata avvolta in una benda di telaccia gropposa. L'oste mi dice….

Non capisco quanto tempo è passato: capisco però che è sera. L'oste mi dice che non ho pagato il mio posto nell'omnibus: sono disceso, cioè, sono cascato, perchè sento anche le due ginocchia ammaccate e non trovo più l'albo. E mi vedo in conto, qui all'osteria, rhum, rhum, rhum…. Che diamine! Sotto questo sole di mezzogiorno il bevere così è cosa pazza da far commettere colpe, altro che acquerelli!