—Rammento i portici paurosi, una cappella sempre parata a lutto, e, sotto gli archi, fra i neri drappi, io so di certe strisce candidissime, fumose, che mi apparivano innanzi gli occhi… le dita come di una larva…

—La madonna perduta!—gemette Oldrado, e si fece segno di croce.

—Padre mio, sì, nell'aria c'era qualcosa che mi ammaliava… Io non so… Ero fanciullo, e sempre, sempre solo! Amavo il silenzio, la notte, la vasta oscurità: tacevo, mi rannicchiavo, affranto sotto il peso di un mistero, ficcavo gli occhi nella tenebra… Qualcuno era con me!… Chiamavo, spiavo, salutavo!… Perchè fuggi? Ma chi fuggiva? Fuggiva per ritornare: ritornava per fuggire… Chi era?

—Ascolta, figliuolo.

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—Come l'amai! Oh madonna Guidinga! Ella fu dell'invitto Eude, il quale, conducendola sposa a questo castello, con lieto seguito di baroni, annunziò il suo gaudio nel proclamare che la diletta usciva dal portone degli avi per entrare grande signora in quello di un cavaliere di Lanciasalda. Eude dall'anima altera e fatta audace colle lotte sostenute per conservare la sua indipendenza dalla rapacità dei castellani più forti. Guidinga pose il piede in queste sale, e sorrise! Ma oh la gioia si andò, come suono di salterio nella bufera!… Sorrise! Mi parve bella, immacolata, come le nevi delle nostre cime, promettitrice di pace, come un'alba rosata: colle manine che dovevano spargere fiori! Aveva diciassett'anni o poco meno. Chi era Oldrado? Ella nol conosceva.

Messer Eude le aveva detto:—Lo sposerai—ed ella aveva risposto:—Sì,—mestissima, come all'ancella, che sedevale da' piedi, toccando l'arpa nei crepuscoli, e che le rimproverava:—Madonna, non cantate più le laudi?—come all'ancella rispondeva:—No, cara.—Inconscia di tutto, melanconica o gaia, cupida di fantasìe ultraterrene, Guidinga conosceva non l'amore, ma l'irrequietudine, e questa la sospingeva, la sospingeva nei voli del desiderio… Dove aleggiava, sorradendo giardini dalla eterna primavera, la sua mente desiosa?

—Chi è il mio sposo?—domandava la gentile al padre, varcando il mio ponte.

—Figliuola: i cavalieri della stirpe di Oldrado e le fanciulle della mia usarono sempre di darsi la mano, quelli togliendo la destra dall'elsa della spada adoperata nel combattimento, queste offrendo la ciarpa d'onore al vittorioso. Così si conoscono la prima volta.

—Perchè si ritarda adunque dall'armi? Chi sarà il mio sposo?