Con l'aiuto d'Iddio, abbattei il primo avversario e il secondo, e lo steccato così suonò d'applausi.
Dopo udii che si diceva, non so da chi:—Ma come? Messer Oldrado non si muove?—È sempre là ritto accanto al suo cavallo bianco.—Era lui che doveva fare tante prodezze!—Come sapete che è Oldrado? Non si deve conoscere alcuno nell'armi.—Sì, non conosce chi non vuole. Chi dei castellani a venti miglia tutt'ingiro ha un bianco come quello? E poi rispondetemi se quell'armato là non è Oldrado, se dal cavallo si fa ragione del cavaliero.—Ma vedrete!
Io mi tormentavo:—Oh perché mi fu cambiato l'animale? Che giuoco c'è sotto? Ed io non dovevo accorgermi?… Ma Unfrido mi avrebbe dato l'usbergo che si smagliasse o una lancia fessa, o addirittura una coltellata alle reni, quando mi vestiva il saio di pelle! Ma il cavallo me l'avrebbe mutato con uno tristo! E invece questo pare nato per le mie ginocchia! e l'armi saldissime! Chi ha pagato Unfrido? E dov'è? Là proprio vicino al mio bianco e tiene la staffa al cavaliero. Chi è quel cavaliero? Per Dio! quell'animale è tutto fuoco, e crede di reggere il padrone! Chi è quel cavaliero?
Facendo il giro dello steccato, passai sotto al seggio di madonna, e sa il cielo che cosa fantasticai: parvemi che una manina tremante mi levasse l'elmo, sorretto da' miei polsi febbrili, e due labbra mi baciassero sussultanti, acclamandomi già vittorioso: mi rizzai sugli arcioni con grande orgoglio e fui lì lì per gridare:—O vergine, voglio per te farmi degno di alto onore!—Dimenticai Unfrido e il bianco mio… No, che non li dimenticai: me li sentii tosto fitti in cuore ad atroce martirio e per opera tanto villana, che, ti dico, poco stetti ch'io non balzassi giù ad adoperare sulle schiene la mia spada, come si usa coi traditori. Senti: proprio sotto a quel palco due garzoncelli parlavano assai clamorosamente, e volti colla facce all'insù, perchè madonna ascoltasse.
Diceva uno:—Chi è lo sposo?
E l'altro:—Non lo sapete?
—Costui che passa, a lancia alzata?
—Oh sì! costui sa fare tanto d'andare ruzzoloni nella polvere, come un mastino trattato a calci.
—Come? se vinse i due?
—In grazia di sortilegio.