Eude mostrò grandissima sorpresa, e domandò:—Ma chi aveva cavallo, bianco?
-Lo sposo mio!—affermò vivacemente la donzella, e di nuovo sorrise ad
Adalberto, come ad un arcangelo.
Eude mi tolse l'elmo…—Messere Oldrado!—esclamò, e volto a Guidinga tristamente:—A lui il bacio: ad Oldrado la ciarpa—Ed io non so come si tenesse in piedi:
—Chi aveva cavallo bianco?—domandò la fanciulla dolorosissima.
Adalberto ricevette il bacio… Era bellissimo il giovane: era bellissima la giovinetta! Io, sposo, non potevo che piangere!
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Qui il cavaliero narratore interruppe il racconto, tormentandosi gli occhi perché non dessero lagrime; e la luna che entrava dal finestrone fu riflessa da un guizzo; terribile, la spada di Oldrado negli artigli di Ugo.
—Figliuolo, che fai?
—Vorrei fare quello che non faceste voi!—rampognò trucemente la voce del figlio.
—Giudicherai se queste erano parole da dirsi ad un padre!