—Messere, siamo perduti!

—Per Dio! ditemi! fate qualcosa!

E quegli dubitava:—Ricorrere alle armi…

—Ricorriamo al tradimento! E che fece egli con me? Per Dio!—e mi accordai con lui, e conclusi:—Dammi un pugnale avvelenato, e tu a tempo sbatti la porticina nel corritoio.

—Messere sì!

—Dammi un pugnale avvelenato: e lascia a me la cura di sgozzare
Adalberto!

In cima allo scalone ascoltai un grido così feroce che mi rivolsi e temetti di avere alle terga il nominato: guardai e vidi madonna che, nuda, oscenissima e sanguinante, si rotolava giù di gradino in gradino… Accorsi, più che per odio a lei, per amore furioso della creatura che si teneva in seno!… forse già schiacciata per le violenti percosse! Accorsi e la avvinghiai, ed ella con affanno straziantissimo, supplicandomi ed imprecandomi:—Messere, salvate Adalberto! Non fate tradimento! Non fate, per pietà dei sette dolori santissimi!

Ed io:—Datemi la mia creatura!

—Sì!

—Datemela!