—E voglio che bruci la tua. Ti discaccio la morte!

—Io ti strappai al fuoco: tu al fuoco mi rigetti!—E poi, come se Ugo acquistasse coscienza:—Imilda, fuggimi, per carità! Perchè incominciare un nuovo tormento? Va!

—Io fuggivo alla valle—sorrise Imilda:—per te!

—Che ti dissi? Non dobbiamo vederci più! Se muoio, tu non devi saperlo: se vivo, ho un giuramento a compiere! Ti supplico: fuggimi!—Ed Ugo, rizzatosi, spingeva Imilda su quella stessa stradicciuola per cui Oberto doveva venire, e veniva, per condurre a Rupemala la sposa a vedere il padre per l'ultima volta:—Fuggimi! Tu non sai che cosa ho pensato di te!

Ella trepidò.

Ed egli:—Affrettati!

—Non m'ami?

—…. T'amo, sì! Ma tu qui vedresti un grande tormento! Oldrado e
Guidinga verranno a ghermirmi tra poco!—ed Ugo barcollò.

—Ugo!—gridò Imilda.

E fu così potente la voce di lei, che il cavaliere si scosse, rattenendola e lamentando:—Questa è voce di paradiso! Imilda, non fuggirmi! Sono nell'affanno immenso! Non fuggirmi dalla terra!