[168] Vedi Gar, Biblioteca trentina, dispense III-VI.

[169] Statuti municipali di Rovigno, Trieste, 1851; III, 51.

[170] Volgarizzamento dell'anno 1451: «Ad emendare la malizia de li homini et la nequitia de le femmine le quali non desistono usurpare contro Dio la sancta madre chiesia et lo sancto matrimonio adunando moglie ad moglie fermamente ordinando dicemo che qualunque mosso da lo spirito cattivo havente la sua legittima moglie ardiscerà pigliare l'altra moglie, e se ne sarà facta accusa o querela de lui et serà facta legitima proba per testimonii o vero per publico instrumento paghi libre cinquecento, la quale pena se non poterà pagare sia arso.»

[171] Quello, per esempio, di Civitavecchia qui sopra ricordato.

[172] De bello Gallico: «Britanni uxores habent deni, duodenique inter se communes, et maxime fratres cum fratribus et parentes cum liberis; sed si qui sunt ex hi snati, eorum habentur liberi a quibus primum virgines quæque ductæ sunt.»

[173] Vedi il primo libro del Mahàbhàrata.

[174] Tuttavia una strofa dell'Atharvaveda (lib. XIV) lascia supporre la poliandria. Quando la sposa è giunta alla casa maritale, si invitano gli uomini a seminare in quel campo fruttifero. La legge permette poi alla donna che il marito non feconda di unirsi ad un altro parente perchè fecondi il suo campo o khsetra.

[175] Selections from the Mahàbhàrata, pag. 66, in nota.

[176] Le Mahàbhàrata; onze épisodes tirés de ce poéme epique; nell'Introduzione.

[177] Lalita Vistàra, tradotto sopra la versione tibetana dal professore Foucaux.